Il Tirreno

Grosseto

Muore a 15 anni giù dal balcone Donati gli organi

di Francesca Gori

La ragazzina aveva avuto una discussione in famiglia Inutili i tentativi di rianimazione dei medici del 118

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GROSSETO. Gli occhi del carabiniere non riescono a guardare sotto a quel lenzuolo bianco, adagiato su quel corpicino di quindicenne riverso sull’asfalto del cortile interno del palazzo. Quegli occhi si spostano a destra, a sinistra, cercano pace poco più in là, poco distante dal dolore per quella ragazzina che mercoledì sera ha scelto l’abisso che si spalancava sotto di lei, sotto quel balcone al terzo piano, senza pensare a tutto il futuro che si sarebbe lasciata dietro le spalle. Poco distante dal posto nel quale, ieri pomeriggio dopo l’esame esterno del corpo, i genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi. Un’adolescente ha scelto la morte, altri, grazie al coraggio dei suoi genitori, avranno in dono la vita.

La studentessa ha fatto tutto con una sequenza precisa dopo aver discusso con la mamma, in casa, per motivi banali, quelli che fanno litigare in ogni famiglia. Si è rifugiata nella sua cameretta, con le lacrime agli occhi, per quella incomprensione figlia probabilmente di generazioni diverse, poi è scattata verso il balcone, ha scavalcato la ringhiera e si è lanciata nel vuoto, mentre la madre era in cucina.

In quella casa le lancette dell’orologio si sono fermate alle 21.50. Il corpo della studentessa era a terra, in una pozza di sangue. Qualcuno dei condomini ha visto quella ragazzina, gravissima, e ha chiamato subito il 118. I sanitari sono arrivati nel cortile chiuso da un cancello, dove si stavano affollando gli abitanti della zona, e hanno fatto tutto il possibile per rianimarla. Hanno sperato fino alla fine, i medici del 118, di strapparla a quella morte che proprio lei aveva cercato. Ma non ce l’hanno fatta. Dopo alcune decine di minuti si sono dovuti arrendere. Il pm Giuseppe Coniglio ha disposto soltanto l’esame esterno della salma della ragazzina.

In casa con la studentessa c’era solo la mamma. Per lei ora il compito più difficile, il più atroce: imparare a sopravvivere a un figlio, alla sua bambina.

Nel piazzale del palazzo, minuto dopo minuto mercoledì sera non hanno fatto altro che arrivare persone, vicini di casa, amici della famiglia. I genitori della quindicenne sono due professionisti e le loro famiglie hanno fatto subito quadrato intorno a loro.

Restano tanti punti di domanda sulla scelta di un’adolescente di togliersi la vita. Domande alle quali è spesso impossibile rispondere. Non lo potranno fare i carabinieri della compagnia di Grosseto che sono arrivati quasi contemporaneamente al 118, difficilmente potranno farlo i familiari della ragazzina. Potranno solo salutarla, oggi ai funerali, e accompagnarla durante il suo ultimo viaggio, dopo quello spaventoso volo dal terzo piano di una casa dalla quale mercoledì sera se n’è andata per sempre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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