Attenzione
«Il dimensionamento rischia di penalizzare i segretari di scuola»
GROSSETO. Il piano di dimensionamento della rete scolastica provinciale continua a tenere banco. Oggi approda in consiglio comunale una mozione dal titolo “Organizzazione rete scolastica comunale...
GROSSETO. Il piano di dimensionamento della rete scolastica provinciale continua a tenere banco. Oggi approda in consiglio comunale una mozione dal titolo “Organizzazione rete scolastica comunale – Ritorno ai circoli didattici” già discussa in sede di prima commissione e presentata d’urgenza dal consigliere del Movimento 5 Stelle Giacomo Gori.
Intanto dal mondo della scuola arriva un intervento che fa emergere un punto di vista nuovo sulle conseguenze della verticalizzazione. Se finora sull'argomento si erano espressi insegnanti, rappresentanti dei genitori e dirigenti scolastici ora a prendere carta e penna è il direttore dei servizi generali e amministrativi (in sigla Dsga, corrispondente al "vecchio" ruolo del segretario, ndc.) dell’istituto comprensivo di Scansano, Antonella Chiarotti.
«Le critiche al contestato dimensionamento – scrive Chiarotti – arrivano da tutte le parti, dagli stessi politici che lo hanno realizzato, dal personale della scuola e dai sindacati». Ma per la categoria specifica cui appartiene, quella dei Dsga, quali sono le conseguenze? «Voglio porre all’attenzione in particolare due criticità – spiega Chiarotti – premettendo che quando si chiamano dei dipendenti a fare sacrifici che con l’aumento dell’età pensionabile dureranno almeno cinque o sei anni sarebbe il caso di studiare attentamente l’applicazione della normativa in modo da attenuare i disagi». In particolare la segretaria del comprensivo di Scansano si chiede «se sia giusto che un dirigente amministrativo che ha alle spalle 30 o 35 anni di servizio e che venga dichiarato perdente posto debba acquisire la titolarità di una scuola più distante da raggiungere rispetto alla propria abitazione, mentre un collega con meno anzianità di servizio solo perché non investito dal dimensionamento può continuare a lavorare a cinque minuti da casa».
Chiarotti pone poi il caso dei dirigenti amministrativi titolari in più di una scuola e che «purtroppo e sicuramente per validi motivi non occupano fisicamente la loro sede di lavoro. Per questi dirigenti essere titolari di una scuola distante dall’abitazione 300 metri o 60 chilometri cosa cambia, visto che sicuramente non vi si recheranno mai?». Da addetta ai lavori, chiediamo, ci sono secondo lei soluzioni fattibili a questi problemi? «Sicuramente – spiega Chiarotti – bisognerebbe riprendere in mano la graduatoria provinciale dei Dsga e riassegnare i posti sia sulle scuole dimensionate sia su quelle non interessate dalla riforma».
Sara Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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