Il Tirreno

Grosseto

I creditori dell’ex Mabro tornano in tribunale

di Enrico Pizzi

Royal Tuscany fashion group presenta una nuova proposta di concordato Proposti pagamenti per oltre 11 milioni di euro a fronte di un debito di 23 milioni

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GROSSETO. Nuova proposta di concordato preventivo e nuovo round in tribunale per il voto dei creditori chirografari: Royal Tuscany Fashion Group, la società che ha gestito la Mabro fino al febbraio del 2011 ha deciso di evitare il fallimento. Il liquidatore, il 19 giugno, ha presentato una nuova proposta di concordato preventivo dopo che la precedente proposta, omologata l'8 febbraio dal tribunale di Grosseto, il 6 giugno era stata bocciata dalla Corte d'Appello di Firenze che aveva accolto il reclamo del Monte dei Paschi di Siena rinviando gli atti al tribunale di Grosseto: la proposta finale che era stata omologata - in pratica - era diversa da quella su cui avevano votato i creditori non privilegiati perché, per soddisfare al 100% il credito privilegiato del Monte dei Paschi, che non ne aveva accettato il declassamento a chirografario, erano state dimezzate le percentuali dei creditori chirografari.

La nuova proposta di concordato presentata da Rt, dati i numeri, potrebbe avere maggiori chance di andare fino in fondo. L'ipotesi è di riuscire a pagare poco più di 10,4 milioni di euro a fronte di un debito di oltre 23,3 milioni. Sulla carta la proposta presenta una disponibilità di circa 11,4 milioni e mezzo, di cui 5,5 dalla vendita del capannone e 1,2 dalla vendita del magazzino. Dunque risorse abbondanti rispetto ai pagamenti previsti, ma su questo punto, in ogni caso, la società si è riservata ulteriori integrazioni di documentazione.

La novità principale riguarderebbe il credito ipotecario del Monte dei Paschi di Siena che è rimasto privilegiato, dunque sarà pagato al 100%, ma è stato ridotto a 2,6 milioni di euro, dopo che è stata sottratta la quota di fideiussione che la banca ha già riscosso da Fidi Toscana. Quest'ultima, che è anche socio di Royal Tuscany, è stata inserita tra i creditori, ma è nella prima classe dei creditori chirografari, pagati al 45%, dunque a fronte di un credito di circa 1,1 milioni di euro, la finanziaria della Regione Toscana incasserà poco più di mezzo milione.

L'altra operazione che ha consentito di far tornare i conti tra fabbisogno concordatario e risorse disponibili o da realizzare, è stato l'abbattimento di cinque punti - dal 15 al 10 per cento - della percentuale di pagamento dei crediti dei fornitori non privilegiati, che ammontano a oltre 6,2 milioni, mentre è rimasta al 15 per cento la percentuale di pagamento dei crediti verso le banche che ammontano a quasi 6,5 milioni.

Martedì scorso il tribunale ha fissato l'udienza per un nuovo voto da parte dei creditori non privilegiati: il superamento del 50 per cento sarà determinante per il via libera alla proposta di concordato e la nuova omologa. C'è attesa per il voto del Monte dei Paschi di Siena che è anche creditore chirografario, ma la reazione a caldo della banca, dopo che la Corte di Appello di Firenze aveva accolto il suo reclamo, lascia ben sperare. «La pronuncia della Corte d'Appello - aveva scritto la Banca Mps - non implica un'inevitabile prospettiva di fallimento per la Royal Tuscany, la quale del resto non è mai stata lo scopo delle condotte processuali poste in essere dalla Banca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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