Attenzione
Buste paga più leggere per gli operai della Tioxide
SCARLINO. Una riduzione salariale per i dipendenti della Tioxide di Scarlino, dopo lo stop di uno dei tre forni, ci sarà eccome: mille euro in meno nella busta paga, a testa. È quanto fanno sapere...
SCARLINO. Una riduzione salariale per i dipendenti della Tioxide di Scarlino, dopo lo stop di uno dei tre forni, ci sarà eccome: mille euro in meno nella busta paga, a testa.
È quanto fanno sapere le rsu del colosso chimico. «Non si è mai parlato di ricorrere agli ammortizzatori sociali né tantomeno di 30 esuberi – si legge nella nota - in quanto per la rsu e i lavoratori della fabbrica Tioxide di Scarlino nel caso di marcia a 2 linee non si ritiene necessario un cambio organizzativo».
La soluzione per far fronte all’improvviso calo di richiesta (e quindi produzione) del biossido di titanio è arrivata attraverso tavoli partecipati.
«Dopo un mese di serrati incontri con la direzione aziendale ed assemblee dei lavoratori molto partecipate si è concordato di varare un piano che prevede l’esaurimento delle ferie residue senza stravolgimenti dell’organizzazione del lavoro».
Ma il calo di produzione, che ha costretto l’azienda a chiudere uno dei tre forni, non ha intaccato gli altri progetti in cantiere alla Tioxide, come quello della realizzazione di un impianto di produzione di sali di ferro, per cui la società ha già presentato la richiesta in Provincia per il rilascio delle autorizzazioni.
«Per quanto riguarda gli investimenti si è concordato di intraprendere un percorso per vedere finalmente realizzato un impianto che garantisca la continuità produttiva e la sostenibilità ambientale obiettivi fondamentali – continua appunto la nota - che il sindacato ha sempre perseguito negli anni».
Ma non c’è soltanto la perdita di mille euro a testa nei malumori delle rsu. «Infine i lavoratori esprimono forte preoccupazione sia per il modo inaspettato con il quale è arrivata la notizia della riduzione produttiva dei budget dichiarati ad inizio anno, nonostante gli eccellenti risultati fin qui ottenuti sia in termini produttivi che economici della fabbrica di Scarlino, - concludono i sindacati - sia per le eventuali ricadute negative che il perdurare di tale situazione potrebbe avere su tutta l’area industriale».
Un’altra estate calda, e non soltanto per questioni climatiche. O almeno, un’altra stagione di sacrifici sulle spalle degli operai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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