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Banda del forellino, 45 furti In quattro sottoposti a fermo

GROSSETO. È stato un lavoro certosino di incrocio di dati, specialmente quelli delle celle telefoniche, per capire chi in quelle notti era nella zona interessata dai furti, quelli messi a segno con...

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GROSSETO. È stato un lavoro certosino di incrocio di dati, specialmente quelli delle celle telefoniche, per capire chi in quelle notti era nella zona interessata dai furti, quelli messi a segno con il forellino praticato sugli infissi mediante un trapano a mano. Una tecnica che avrebbe permesso di mettere a segno 45 furti, tra riusciti e (quando gli occupanti si svegliavano) tentati, tra il settembre 2011 e il febbraio scorso; in provincia e fuori provincia. Una serie di episodi che aveva creato un grande allarme sociale.

La “banda del buco” sarebbe composta da almeno una decina di persone. Quattro di loro, tutti albanesi, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di reato, mentre altri 7 sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto e Manciano, con i quali hanno collaborato i militari delle altre Compagnie, sotto il coordinamento del pm Leopizzi. Il giudice delle indagini preliminari Bilisari - una volta tenuta l’udienza di convalida - non ha riconosciuto esistenti i presupposti del pericolo di fuga e non ha quindi convalidato i fermi. Ma ha comunque disposto il carcere per i quattro, evidenziando la spregiudicatezza, la pericolosità e comunque i gravi indizi di colpevolezza. Si tratta di quattro uomini di origine albanese, due dei quali abitanti a Grosseto (28 e 25 anni), gli altri nella zona di Castiglione (23 e 25 anni). Alcuni di loro hanno risposto al gip, negando comunque ogni tipo di responsabilità; uno di loro è riuscito a dimostrare che non era in Italia al momento del furto. Un altro ha giustificato la sua presenza nelle vicinanze del luogo di un furto con la frequentazione di un locale notturno.

Nulla attinente ai furti è stato trovato nelle perquisizioni. Ma la Procura è del parere che la refurtiva, in molti casi, sia stata nascosta in campagna per essere recuperata successivamente. Forse è ancora lì. Le generalità dei fermati non state rese note, anche perché le indagini non sono concluse.

Gavorrano, Alberese, Massa Marittima, Fonteblanda, Roccastrada, Civitella Paganico per la provincia di Grosseto; Sovicille, Monteroni d’Arbia e Murlo per Siena; Piombino e Campiglia Marittima per Livorno: sono i luoghi “visitati” dai ladri. Ma c’è anche il capoluogo. Tre in particolare i furti contestati dalla Procura. Due sono tentati, perché chi dormiva si era svegliato, ed erano avvenuti nella notte dell’8 novembre scorso in via Marche e in via Argentina. Uno invece era riuscito (gioielli e denaro) ed era stato messo a segno in un appartamento di via Australia nella notte tra il 7 e l’8 novembre. Nessuno dei derubati sarebbe stato in grado di vedere in volto i ladri e dunque i carabinieri hanno lavorato su dati indiretti, al termine del quale il pm aveva chiesto le misure restrittive.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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