Attenzione
Si dimette l’assessore Martinelli Il Pd chiede la testa del sindaco
MONTEROTONDO MARITTIMO. Un vero e proprio terremoto si è abbattuto sull’amministrazione di Monterotondo Marittimo. L’assessore Pierangelo Martinelli si è dimesso dopo essere stato condannato...
MONTEROTONDO MARITTIMO. Un vero e proprio terremoto si è abbattuto sull’amministrazione di Monterotondo Marittimo. L’assessore Pierangelo Martinelli si è dimesso dopo essere stato condannato (sentenza confermata in secondo grado) per un abuso edilizio e adesso il Pd, forza d’opposizione, chiede a gran voce la testa del sindaco Alessandro Giannetti. Già, perché i piddini lo avevano detto subito: «sin dal primo consiglio comunale la minoranza aveva evidenziato l’anomalia», si legge nella nota.
Ovvero, la nomina di assessore esterno di una persona «inquisita per un reato commesso ai danni dello stesso ente che avrebbe dovuto amministrare». Le stesse fonti del Pd spiegano che la vicenda riguarda un abuso edilizio che Martinelli avrebbe commesso nella sua proprietà, ampliando una costruzione di 140 metri cubi oltre il dovuto. Un aumento che non è sfuggito alla polizia municipale, che ha sporto denuncia. Da qui è iniziato l’iter giudiziario, che ha visto l’ormai ex assessore con deleghe a Integrazione, pari opportunità, beni archeologici, ambiente, trasporti e mobilità ad essere condannato in primo grado e a vedere confermare la sentenza in secondo.
Una polemica dunque che parte da lontano. E in questo periodo i piddini non dimenticano la «continua e appassionata difesa del suo assessore» da parte del sindaco. Per questo oggi ne chiedono le dimissioni, andando a puzzecchiare anche le forze della sua stessa maggioranza, come Rifondazione Comunista.
«Anche Prc dovrà chiedere spiegazioni, se, in coerenza con la sua sbandierata politica di moralità e rigore, vuole prendere in considerazione questa conferma di condanna di Martinelli e il fatto che Giannetti giustifichi questo reato come piccola cosa». Ma questo non è l’unico scossone che ha fatto tremare la maggioranza, composta da una lista civica a cui aderiscono, spiegano dal Pd, persone che hanno origine da diversi partiti: dal Pdl a Rifondazione, passando per la Lega Nord. «Non dimentichiamo che altri due consiglieri hanno dato le dimissioni, senza contare le dimissioni da capogruppo del consigliere Tanda per sopraggiunti dissidi con la politica del sindaco. Detto questo pensiamo che il sindaco, in prima persona, debba rassegnare le dimissioni». (a.f.)
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