Il Tirreno

Grosseto

Nuovo assetto scolastico Pd: «Ok, ma più verticale»

di Sara Landi
Nuovo assetto scolastico Pd: «Ok, ma più verticale»

Il partito vuole maggior coinvolgimento di scuole e istituzioni «Chiediamo alla Regione il monitoraggio del piano già approvato in Provincia»

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GROSSETO. Mantenere il piano di dimensionamento scolastico a oggi autorizzato ma avviare da subito un percorso che porti a una verticalizzazione più condivisa per l'anno scolastico 2013/2014. È questa la posizione dell'Unione comunale del Pd di Grosseto sulla questione controversa della rivoluzione che attende le scuole dell'obbligo maremmane dal prossimo settembre. «Consapevoli che i tempi della scuola (iscrizioni, organici, trasferimenti, finanziamenti assegnati) sono inconciliabili con ipotesi diverse da quelle previste dall'attuale piano - si legge in un passaggio chiave del documento - riteniamo che il vero obiettivo divenga allo stato attuale quello di lavorare a partire da novembre per condividere una verticalizzazione efficace da inoltrare all'Ufficio scolastico regionale con la programmazione per l'anno scolastico 2013/2014, perché sia quella definitiva per il territorio grossetano».

Per condivisione del percorso il Pd di Grosseto intende «l'ascolto e il coinvolgimento delle scuole, delle parti sociali e delle amministrazioni». Funzionale a questo percorso è l'intenzione di chiedere alla Regione Toscana di «monitorare gli effetti prodotti dal piano di dimensionamento scolastico già presentato e approvato dalla Provincia, soprattutto in merito alla realizzazione della effettiva garanzia della continuità scolastica». Per il Pd una riflessione coerente sul dimensionamento scolastico non può comunque prescindere dal considerare le reali motivazioni alla base della nascita degli istituti comprensivi e l'operazione fatta invece dall'ex ministro dell'Istruzione Gelmini.

Va tenuto conto cioè del fatto che «gli istituti comprensivi nacquero con l'allora ministro Berlinguer con motivazioni di carattere pedagogico e culturale per garantire continuità didattica nella scuola dell'obbligo e rompere la separazione tra scuola elementare e media. L'ultima riforma Gelmini con improvvisa accelerazione ha riproposto il modello degli istituti comprensivi ma soltanto come operazione ragionieristica per risparmiare risorse». Quanto al caso specifico della recente sentenza della Corte costituzionale sulla soglia minima dei mille studenti per istituto per il Pd «dalla sentenza vengono indicazioni e precisazioni che non contrastano con quanto deliberato per Grosseto e si apre a possibilità di revisioni e rielaborazioni che non esistevano al momento delle decisioni ma che potranno essere adottate nel prossimo futuro».

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