Il Tirreno

Grosseto

LA SENTENZA

«Non avevano ruoli decisionali nella vicenda»

AMIATA. «Nella prima sentenza di assoluzione della Corte dei Conti, vi era già un punto assolutamente dirimente -, affermano i 4 funzionari - la nostra innocenza era sviscerata già lì, nero su...

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AMIATA. «Nella prima sentenza di assoluzione della Corte dei Conti, vi era già un punto assolutamente dirimente -, affermano i 4 funzionari - la nostra innocenza era sviscerata già lì, nero su bianco, tanto da farci escludere che ci sarebbe stato un secondo grado di processo».

La sentenza citava che «tutti i convenuti non rivestivano ruoli apicali e di decisione nella vicenda in questione, come potevano esserlo il ministro delle Politiche agricole, il consiglio regionale toscano, la giunta della Regione. Erano funzionari cui era stato affidato il compito di curare un’istruttoria che consisteva nel valutare la sussistenza di requisiti loro indicati e di ritrasmettere, senza possibilità di sindacato sul quadro normativo vigente, quanto accertato, alla Regione Toscana, la quale, poi, per le erogazioni, avrebbe inoltrato, dopo ulteriore controllo, le pratiche, all’Agea. Non si vede, quindi, quale addebito possa essere ai citati». Nonostante questa sentenza chiarissima, obiettano Pellegrini, Morganti, Agnorelli e Governi, «la procura della Corte dei Conti, evidentemente non soddisfatta dall’esito del processo di primo grado, è ricorsa in appello presso la sezione centrale dell Corte dei Conti». (f.b.)

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