Finanza
La perseguita anche su Facebook
Ordinanza di custodia in carcere per un 41enne denunciato dalla ex convivente
SCARLINO. Abile con il computer, si era facilmente inserito nel profilo Facebook della ex convivente, con la quale cinque anni fa aveva avuto un figlio ma con cui i rapporti ormai si erano profondamente deteriorati. Fingendosi lei, aveva raccontato sul social network di aver messo le corna al suo ex, facendo l’amore con altri in quello stesso letto. Poi si era pentito e aveva confessato tutto. Lo aveva fatto anche con una lettera scritta a mano, in cui si era dichiarato pentito. E motivi di pentimento si rintracciano anche negli oltre 50 sms inviati alla donna, mescolati alle invettive per la storia finita.
All’uomo è stata notificata pochi giorni fa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’ha ricevuta a Sollicciano, perché l’uomo - 41 anni, originario di Follonica - è già in cella da qualche tempo per episodi di violenza sessuale ai danni della stessa donna: fino al 4 marzo era in regime di sorveglianza speciale, misura sospesa e tramutata in detenzione carceraria proprio perché quel giorno era avvenuto un nuovo episodio di violenza, quello oggetto dell’ordinanza da poco notificata. La mattina del 4 marzo l’uomo era entrato nel locale di Scarlino cui la donna, trentenne, è proprietaria e facendo il diavolo a quattro aveva minacciato lei e i suoi collaboratori (a quell’ora non vi erano ancora clienti) anche con il vetro di una bottiglia rotta. Quel giorno erano stati chiamati i carabinieri. I quali avevano raccolto il racconto della donna: in quella circostanza, lei aveva spiegato che quindici-venti giorni prima il suo ex si era presentato a casa per parlare. Poi aveva chiuso la porta della camera da letto (di là c’era il figlio) e aveva chiesto alla donna di avere un rapporto sessuale. Lei non aveva acconsentito ma non era stata in grado di precisare cosa era poi effettivamente avvenuto. Si ricordava però che il piccolo, una volta che la porta era stata riaperta, aveva chiesto al padre perché la mamma piangeva. Tutto l’incartamento era passato poi in Procura e il pm Coniglio aveva chiesto l’ordinanza di custodia in carcere, firmata dal gip Montesarchio.
(p.s.)
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