Il Tirreno

Grosseto

Iren spa vende le quote ma dimentica i dipendenti

di Enrico Pizzi
Iren spa vende le quote ma dimentica i dipendenti

Gas, l’opposizione critica la concessione del nulla osta da parte del Comune Si prospetta battaglia in consiglio: l’assessore Mancini però non torna indietro

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GROSSETO. Iren spa, il colosso dell'energia quotato in borsa, socio privato di Gea con il 59,34%, ha deciso di vendere le proprie quote e il Comune di Grosseto è pronto a dare il proprio nulla osta, ma l'opposizione rimprovera alla giunta di non aver pensato a garantire i lavoratori e chiede che siano posti dei paletti.

Iren ha già individuato, attraverso un avviso pubblico, cinque possibili acquirenti, ma lo statuto di Gea, spa, la società che gestisce la rete del gas metano nel Comune di Grosseto, non gli consente di cedere le proprie quote senza il gradimento espresso da parte del Comune di Grosseto che detiene il 20% della società (gli altri soci sono Saira srl con il 20,59% e il Comune di Campagnatico con lo 0,07%).

Un gradimento che è preliminare in una procedura che prevede un successivo gradimento da parte del cda e, alla fine, la possibilità, sempre per il Comune, di esercitare la prelazione sulle quote in vendita. Premesso che questa ultima eventualità non è nelle corde dell'amministrazione comunale, la giunta si prepara a portare in consiglio comunale, domani, la delibera di approvazione del gradimento nei confronti dei possibili acquirenti – Toscana Energia spa, Ediso Dg spa, Estra spa, Consorzio Mediterranea Energia e Enel Rete Gas spa – e il dirigente del patrimonio, Nazario Festeggiato, ha spiegato che non ci sono motivi per non esprimersi a favore.

Il problema, però, non è tecnico, ma politico. Se, da una parte, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, ha sollevato la questione di una eventuale riappropriazione delle quote da parte del Comune, ipotesi che l'assessore Valentina Mancini ha escluso, dall'altra parte sia il capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni che la capogruppo di Sel Cristina Citerni hanno sollevato alcune preoccupazioni.

«Qual è il futuro della distribuzione del gas nella nostra città? – ha chiesto Cerboni – che fine farà il personale dipendente di Gea? Potrà essere spostato ovunque il nuovo socio abbia una propria attività?».

E la capogruppo Citerni ha insistito. «Avremmo dovuto chiedere quale fosse il disegno dei nuovi soci per il personale, non possiamo dare un gradimento senza preoccuparci per i dipendenti, stupisce e amareggia che questa amministrazione non si sia preoccupata dei lavoratori». I tempi per decidere sono stretti, il gradimento del Comune deve essere espresso entro il 2 luglio e in mancanza scatterebbe il silenzio assenso, ma c'è un modo per interrompere questo termine ed è la richiesta motivata di ulteriori informazioni in modo da poter inserire nella trattativa anche la tutela dei livelli occupazionali di Gea.

In realtà in consiglio si annuncia battaglia. L'assessore Mancini sta facendo altri approfondimenti, ma allo stato non sembra intenzionata a modificare la delibera. «Il socio che vuole vendere le quote – dice – ha il 60 per cento, che succederebbe se il Comune non esprimesse il gradimento alla cessione?». Il timore è di una reazione che potrebbe proprio andare a colpire i livelli occupazionali sotto la forma di una ristrutturazione aziendale. «Che cosa si otterrebbe negando il gradimento? - conclude l'assessore Mancini – Non è vero che si tutelerebbero i lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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