Il Tirreno

Grosseto

Incendio all’azienda, 30mila euro di bonifica

di Paola Villani
Incendio all’azienda, 30mila euro di bonifica

Lo sfogo dell’imprenditore Savinotti, che ha pagato per lo smaltimento dei rifiuti «Mi sento abbandonato, il Comune mi aveva promesso aiuti ma non l’ha fatto».

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FOLLONICA. «Avevano promesso di aiutarci e invece ci siamo ritrovati soli». Massimo Savinotti, proprietario dell’azienda andata a fuoco in zona industriale nel settembre del 2011, racconta di essersi sentito abbandonato dalle istituzioni nonostante subito dopo l’incendio dal Comune lo avessero rassicurato su un aiuto alle imprese rimaste danneggiate. Era la sera del 6 settembre scorso quando nell’area commerciale di Follonica scoppiò un rogo che coinvolse dodici imprese: la ditta di Savinotti, che si occupa della realizzazione di pancali in legno, fu quella maggiormente colpita dalle fiamme.

Un grave incidente: i vigili del fuoco impiegarono una notte intera per spengere il rogo, il fuoco era così disteso che arrivarono molti follonichesi sul posto per vedere cosa stesse accadendo. Dopo quel fatidico giorno oltre al danno materiale ai locali, Savinotti si è dovuto occupare dello smaltimento dei rifiuti prodotti, molti dei quali contenevano amianto, essendo residui del tetto del capannone in parte composto da eternit. Adesso la situazione è tornata nella normalità, i cumuli di cenere sono stati portati via e Savinotti, con i suoi cinque dipendenti, ha ricominciato a lavorare.

Ma quel denaro (30mila euro) sborsato per lo smaltimento dei resti del rogo unito alla difficoltà di rimettere in moto l’impresa pesa come un macigno e oggi la rabbia è tanta. «Il giorno dopo l’incendio dall’amministrazione promisero che ci avrebbero aiutato in qualche modo, invece non è stato affatto così». Racconta l’imprenditore. «Avevamo chiesto un incontro con il sindaco e con il comandante dei vigili urbani ma non ci hanno mai risposto: quello che chiedevamo era parlare insieme degli sviluppi della vicenda e invece nulla. Siamo continuamente vessati dal Comune: io do lavoro a cinque persone, pago regolarmente le tasse e mi sono dovuto accollare le spese di un incendio che non ho provocato».

Fare i conti con le banche, con la richiesta di crediti e poi ripartire, di questi tempi sicuramente per un’impresa non è semplice. «Abbiamo fatto i salti mortali e stiamo continuando a farli», spiega Savinotti. Dall’amministrazione però dicono di aver fatto tutto il possibile. «Non abbiamo promesso niente - spiega il sindaco Eleonora Baldi - quello che era nelle nostre competenze lo abbiamo fatto, dando un margine di tempo tale per lo smaltimento, in modo che potessero fare le cose con calma». E c’è di più. Ieri mattina un camion è andato a ritirare l’ultimo cumulo di rifiuti, i resti del camion che bruciò accanto al capannone di Savinotti. «Per otto mesi quelle ceneri sono rimaste lì e stamani le hanno portate via caricandole su un camion con una gru: quello che mi chiedo è se non fossero anche quelli rifiuti tossici, visto che con quel mezzo venivano trasportate delle vernici».

Il primo cittadino però tranquillizza l’imprenditore e la cittadinanza: l’Asl aveva svolto i dovuti controlli e quelli non erano scarti inquinanti. «Se Savinotti ha qualche dubbio, faccia una denuncia scritta e noi attiveremo tutto l’iter previsto, ma posso assicurare che l’Asl aveva verificato la non tossicità dei resti del furgone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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