Il Tirreno

Grosseto

Affoga nel pozzo, lo trovano dopo 10 ore

di Elisabetta Giorgi
Affoga nel pozzo, lo trovano dopo 10 ore

Montemassi, il corpo scoperto in giardino dalla figlia che lo ha cercato insieme ai vicini. «Siamo disperati». Aveva 59 anni

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEMASSI. All’alba di ieri - a Montemassi - il sole stava sorgendo e i vicini di casa erano affacciati alle finestre sperando di trovarlo vivo, quando i vigili del fuoco hanno imbracato il corpo adagiandolo sull’erba sotto a un telo. Scomparso da circa dieci ore Alpino Giovannelli - 59 anni, abitante a Montemassi ma “rocchigiano” doc - era affogato nel pozzo di casa, precipitato nel pertugio strettissimo e profondo 10 metri che non gli ha lasciato scampo.

A dare l’allarme - martedì notte - è stata la figlia di sua moglie che ancora non si dà pace. Svetlana, 25 anni, ha gli occhi gonfi di lacrime e la stanchezza di una notte insonne; abitava con lui e la madre moldava Olga nella piazza centrale di Montemassi: piazza Salotto. «L’ho cercato per ore in tutte le strade e alla fine l’ho trovato morto», singhiozza lei dopo aver organizzato un’estenuante battuta notturna tra strade e vicoli del borgo, insieme ai vicini di casa. Alla fine l’hanno trovato ma per lui non c’era più speranza. Una tragedia assurda che solo in pochi si spiegano, perché Alpino - classe 1953, che abitava da anni a Montemassi nella piazza centrale, era una persona tranquilla. Prima di andare in pensione aveva lavorato per un’azienda di carta. In paese lo conoscevano tutti.

Sono le 21 di martedì quando lui decide di dare l’acqua alle piante senza dir niente a nessuno. Lo fa da anni.

Olga è a Siena per lavoro mentre la figlia “acquisita”, la giovane Svetlana, resta a casa con lui. Di notte, non vedendolo rientrare, dà l’allarme e chiama i vicini. «Mia figlia ha iniziato a martellarmi di telefonate», racconta sconvolta la vedova, «e ho capito subito che era successo qualcosa...». L’ultimo a incontrarlo è un vicino di casa, Fabio, che ignaro di quanto sarebbe successo lo vede passare e tira dritto. «Vado ad annaffiare le piante», ha deciso l’uomo, ma da quel momento scompare nel nulla. Dopo qualche ora proprio la giovanissima Svetlana - studentessa universitaria con la passione per i concorsi di bellezza - chiama sua madre, allerta i vicini, telefona alla sorella del padre e al marito di lei, carabiniere. Un’assenza troppo lunga e ingiustificata: così inizia una battuta di ricerche disperate in cerca di Alpino, fino all’ultimo sospetto atroce che li indirizza nel tombino del giardino. La buca, che raccoglie acqua piovana, è seminascosta all’estremità del cortile dove nessuno ha ancora guardato; il coperchio è sollevato, e lì accanto sono le chiavi dell’auto, il cellulare e altre cose personali. «All’inizio non si nota niente - dice un vicino, Elso Lombardi che osserva tutto dal bagno - ma uno sguardo più profondo fa spuntare un corpo sommerso». I vigili del fuoco lo estraggono con un’operazione complicatissima, date le dimensioni del pozzo, un metro per un metro. La moglie apprende il tutto per telefono e sconvolta si precipita a Montemassi: ieri mattina non si dava pace indicando il tubo nero da cui attingere acqua. Circolano varie ipotesi sull’accaduto e una su tutte è la sua. «La pompa a immersione - spiega Olga – è difettosa da tempo e per farla funzionare riempiendo il tubo deve essere scossa parecchio. Può darsi che lo sforzo eccessivo di Alpino, tutto piegato in terra accanto al tombino, possa avergli provocato un malore che l’ha fatto cadere dentro...». Per capire come Giovannelli sia caduto in quel pozzo troppo stretto i carabinieri stanno facendo le indagini; oggi è prevista l’autopsia. Il corpo sarà cremato. «Siamo sconvolti», racconta la vicina Paola Macii. Alpino, Olga e Svetlana abitavano in un bellissimo palazzo storico e dal fascino decadente, coi soffitti alti, il cortile interno e tutt’intorno archi medievali, fiori ai balconi e strade in salita incastonate tra i ciottoli di questo borgo di 160 anime. L’uomo era in pensione da poco, aveva lavorato nella ditta Azio Ferrari che produce carta. Collaborava con l’edicola del paese, era stato dirigente della squadra di calcio di Roccatederighi e grande animatore della Contrada dei nobili, che ancor oggi divide il paese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa