Il Tirreno

Grosseto

Sei anni e colonia penale per la rapina in banca

di Pierluigi Sposato

Condannato uno dei banditi che assaltò la Cassa di Risparmio a Porto Ercole Quattro anni a un complice, rinviato a giudizio l’uomo ritenuto il basista

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PORTO ERCOLE. Sei anni al bandito che il 7 settembre 2009 in concorso con un complice - che ha patteggiato 4 anni - aveva rapinato la filiale di Porto Ercole della Cassa di Risparmio di Firenze, portando via ben 102mila euro e minacciando impiegati e clienti con una pistola elettrica, un dissuasore elettrico per la precisione.

Massimiliano Farroni, 43 anni, di Pomezia, un lungo curriculum criminale alle spalle, è stato giudicato con il rito abbreviato all’udienza preliminare davanti al giudice Bilisari. Ai 6 anni devono aggiungersi 4mila euro, l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, la dichiarazione di delinquenza abituale e 2 anni di colonia agricola. Farroni era sottoposto dal 2008 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Sarebbe entrato nella banca con il volto coperto da un passamontagna subito dopo Stefan Cusnir, 25 anni, abitante a Trevignano Romano, che alla stessa udienza ha patteggiato con il pm D’Amelio 4 anni e 2.000 euro: sarebbe stato lui a minacciare con il dissuasore elettrico uno dei dipendenti della banca, mentre Farroni avrebbe seguito le fasi di apertura della cassaforte e facendosi consegnare il denaro, prelevato anche dai cassetti.

Due i complici, secondo la Procura. Paul Emilian Surleanu, 31 anni, rumeno residente a Monte Argentario e detenuto a Sollicciano, è stato rinviato a giudizio per l’udienza del 12 dicembre: avrebbe svolto le funzioni di basista, garantendo agli altri due la disponibilità di un alloggio a Monte Argentario. Qui Cusnir e Farroni sarebbero rimasti fino a sera (la rapina risaliva alle 11,20). Surleanu avrebbe dato il via libera per la fuga dopo aver compiuto un sopralluogo. L’altro complice è Vasile Cusnir, per il quale l’udienza (rito ordinario) è slittata al 16 novembre. Questi avrebbe fornito il proprio cellulare, la propria Ford Ka utilizzata da Farroni e Stefan Cusnir in sostituzione dello scooter Yamaha utilizzato per raggiungere la banca e per poi fuggire.

Quelli di Stefan Cusnir, Massimiliano Farroni e Paul Emilian Surleanu sono nomi conosciutissimi anche agli uffici giudiziari maremmani. Tutti e tre erano stati condannati per una rapina successiva a questa, anzi per la rapina-tentato omicidio del 3 agosto 2010: quel giorno era stato preso d’assalto il Monte dei Paschi di Capalbio (61 mila euro), poi la banda era fuggita ed era stata intercettata dai carabinieri a Santa Liberata. Conflitto a fuoco, nuova fuga, cattura dopo poche decine di minuti, grazie anche al fatto che Cusnir aveva perso i documenti all’interno dell’auto abbandonata. Lo stesso Cusnir (condannato a 8 anni e 8 mesi) era evaso il 14 gennaio scorso dal carcere di Regina Coeli, calandosi con i lenzuoli insieme a un altro detenuto. Era stato riacciuffato un mese dopo nelle campagne romane dalla polizia penitenziaria. Anche Farroni era stato condannato a 8 anni e 8 mesi, anche lui con lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito abbreviato. Sei anni, invece, per Surleanu, che anche in quella circostanza avrebbe svolto il ruolo di basista. La quarta condanna - ancora 8 anni e 8 mesi - interessò invece Simone Bernardi, entrato con Cusnir e Farroni all’interno del Monte di Capalbio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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