Finanza
L’università studia le alghe della laguna
Gli esperti alla ricerca di forme di sfruttamento diverse dall’incenerimento per produrre energia
ORBETELLO. Le alghe che invadono la laguna di Orbetello diventano oggetto di studi universitari. A condurre un'indagine anatomico/strutturale delle specie algali presenti nello specchio acquifero, finalizzata ad un loro impiego in processi produttivi, è l'ateneo fiorentino, nel suo dipartimento di biologia evoluzionistica. Scopo del lavoro è, oltre all'incremento delle conoscenze sistematiche, ultrastrutturali e distributive delle alghe presenti nell’area lagunare orbetellana e coinvolte nei processi di eutrofizzazione, l'individuazione di zone industriali per l'inserimento delle biomasse algali in percorsi produttivi, lo sviluppo di nuove tecniche di monitoraggio della loro distribuzione e, per finire, la compilazione di una check list delle macrofite presenti nella colonna d'acqua del bacino. Un argomento di particolare attualità non solo per gli studiosi, specialmente in un periodo in cui tanto si è discusso sull'impianto provvisorio detto “patanellino”. Infatti, dopo la diatriba, seguita da provvedimenti legali, tra sindaco di Orbetello e commissario delegato alla laguna, si ripropone il problema dello smaltimento dei rifiuti e l'onerosa attività di raccolta delle biomasse. Gli stessi studiosi propongono soluzioni innovative, in modo da trasformare in risorsa ciò che fino ad oggi è stato considerato un problema. Partendo da un'osservazione satellitare ad alta risoluzione, per discriminare in quali zone e in quale periodo dell'anno sono presenti le diverse specie, gli accademici fiorentini intendono procedere all'analisi di queste, identificando gli accumuli delle sostanze di interesse per scopi industriali.
Ma quali sono i punti focali e i possibili effetti pratici di tale ricerca? Da una prima fase di studio si potranno trarre informazioni per individuare gli ambiti che utilizzino materia prima di origine algale, per la “creazione di una filiera produttiva redditizia in base alla sostenibilità, economica e ambientale, e all'effettiva resa energetica”, come riportato nel progetto. Le biomasse potrebbero essere utilizzate, secondo i ricercatori, per produzione di carta, agar , biocarburanti, e nel campo alimentare, della cosmesi e della bioedilizia (come coibentanti). L'analisi punta a determinare le specie di macroalghe di interesse per la produzione di biomasse presenti in laguna; individuare le unità economicamente più proficue (energia, gelificanti etc.); ridurre la quantità di rifiuti da conferire in discarica; separare i tipi di alghe in modo da poter individuare utilizzi redditizi; porre le basi per l'inizio di attività di trasformazione industriale della biomassa in loco; incrementare l'occupazione, su base locale, legata all'uso delle sostanze prodotte all'interno della laguna di Orbetello.
Claudia Della Verde
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