Il Tirreno

Grosseto

«Il tracciato del sindaco non ci piace»

di Sabino Zuppa
«Il tracciato del sindaco non ci piace»

Comitato di Polverosa e comitato del Giardino insieme: si cerchi un’alternativa che non danneggi le campagne

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ORBETELLO. In attesa che il Cipe prenda le proprie decisioni, la seduta è stata spostata alla prossima settimana, la presa di posizione del sindaco Monica Paffetti fa discutere.

Il primo cittadino, infatti, ha inviato una lettera al ministro Passera con la quale insiste sulla scelta per un tracciato retro collinare che, passando dietro il massiccio calcareo arrivi poi al Giardino. Ma, per quanto ovunque passi l’autostrada ci sarà qualche scontento, questa scelta rischia di spaccare in due la popolazione orbetellana.

Una parte di essa infatti, gli abitanti della campagna tra Fonteblanda, San Donato e Polverosa non la pensa così e si sente esclusa dalle scelte del primo cittadino che, con tale proposta, rischia di penalizzare il tessuto produttivo delle campagne orbetellane senza provare a trovare una soluzione alternativa che possa tutelare un po’ tutti: in pratica un progetto più funzionale che possa provenire da un’analisi totale ed obiettiva di tutto il territorio comunale e non dalla tutela degli interessi di una sola parte di esso.

Questo è quello che spiega il presidente del comitato di Polverosa, Daniele Zauli, che ha già organizzato più di una assemblea pubblica per illustrare il progetto dell’”Autostrada del buon senso” e che ultimamente sta concludendo una fase di fusione con il comitato di Giardino per opporsi al tracciato che passa dietro al massiccio calcareo: «Invito il sindaco e la giunta a venire a visitare queste campagne – propone in tono di sfida – ed a verificare se non sia possibile trovare un’alternativa per evitare di distruggere totalmente il secondo settore produttivo comunale, quello dell’agricoltura. Ritengo fondamentale che il sindaco non si limiti a richiedere il passaggio dietro il massiccio, ma che provi a proporre un progetto alternativo che uteli tutte le realtà produttive del territorio comunale». Il pensiero va subito al progetto dell’ingegner Martens che parla tra Fonteblanda ed Albinia di un potenziale passaggio in aderenza alla ferrovia e di una serie di gallerie sotto i colli della laguna: «Secondo noi il Comune dovrebbe lottare per far capire che, se l’autostrada va fatta, deve essere fatta spendendo dei soldi. Non si può pensare di fare i meri interessi di 30-35 proprietari di case sulle colline che danno sulla laguna, distruggendo un tessuto che vanta un gran numero di aziende agricole, anche biologiche, che danno lavoro a molti dipendenti. E noi non pretendiamo il sacrificio di nessuno, per questo stiamo aiutando Martens nel far capire che il suo lavoro è veramente dettato dal buon senso».

I cittadini di tale zona comunque non sono stati a guardare e, consapevoli del silenzio degli inquilini di piazza del Plebiscito, si sono anche incontrati lo scorso 31 maggio a Capalbio, con l’amministratore delegato di Sat, Mario Bergamo: «Noi ed i rappresentanti di Giardino – continua Daniele Zauli – abbiamo evidenziato i nostri pensieri e le nostre perplessità direttamente ai vertici di Sat, e ci è stato fatto capire quello che è risultato anche dalla delibera della regione Toscana, ossia che il lotto 5A sul territorio capalbiese è completamente sull’Aurelia e che per questo sembrerebbe impossibile ricongiungersi a Giardino con un gomito a 90° per un’eventuale scelta del tracciato retro collinare». Dunque una posizione precisa, quella delle campagne orbetellane che sarebbero comunque danneggiate sia dal retro collinare che dall’ormai noto tratto di penna blu. Da qui la richiesta di una presa di posizione più precisa e realistica, magari con un progetto come quello dell’”autostrada del buon senso” di Martens che nei prossimi giorni potrebbe essere esposto anche al presidente della provincia Marras: «Se la posizione della signora Paffetti rimarrà questa – tuona Zauli dalle sue terre – i consiglieri di maggioranza eletti con i nostri voti, Zauli ed Amadori, potrebbe anche rivedere le loro posizioni. Noi li abbiamo appoggiati con la speranza di essere tutelati alla pari gli altri cittadini e non per permettere delle scelte parziali». Parole forti che preannunciano risvolti politici importanti: all’interno della coalizione Uniti per il Cambiamento c’è già chi ha dichiarato di non condividere molte scelte della Paffetti e una debacle nelle terre di campagna potrebbe essere un problema difficile da superare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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