Il dolore
Danneggiate cento piante al parco della Gioventù
FOLLONICA. Un centinaio di piante sono state danneggiate alla base nel parco della Gioventù, nell'area del Petraia, tra viale Europa, la piattaforma di atterraggio dell' Elisoccorso e il canale della...
FOLLONICA. Un centinaio di piante sono state danneggiate alla base nel parco della Gioventù, nell'area del Petraia, tra viale Europa, la piattaforma di atterraggio dell' Elisoccorso e il canale della Gora.
È Paolo Buti, uno dei tanti “Volontari per Follonica”, a sensibilizzare opinione pubblica, i tantissimi nonni che hanno contribuito alla creazione del parco urbano, gli operatori addetti al taglio dell'erba e i responsabili del verde pubblico cittadino.
Buti è tra gli ideatori (ed il principale esecutore) di questa nuova area verde in fase d'avanzata attuazione, voluta dal comitato Petraia e dalla stragrande maggioranza della cittadinanza.
I follonichesi decisero in massa che sull'area in questione, compresa tra il Centro Sanitario e il comprensorio Ilva, non si dovesse immettere altro cemento, anche se di tipo commerciale, e tanto meno dare spazio ad un conseguente aumento di traffico già consistente nell'adiacente viale Europa.
Prese da allora corpo, la formazione del “Parco della Gioventù”, anche in ottemperanza alla norma di piantare alberi per ogni piccolo follonichese nato.
Tantissimi nonni, dopo la nascita dei loro nipoti, hanno acquistato delle piante e le hanno affidate lui per la messa a dimora e il relativo riconoscimento.
«È una fatica, ma anche una soddisfazione - ha detto Buti - per me e mia moglie Rosetta, vedere le piante crescere e fortificarsi. Tuttavia non è un impresa facile come può sembrare osservando le moltissime piante già in fase di crescita. I pericoli e le difficoltà maggiori ci sono a primavera e nell'estate durante il taglio dell'erba e quando la siccità di fa sentire. Purtroppo le piantine sono danneggiate durante lo sfalcio. I decespugliatori avvicinandosi troppo alla base del fusto le incidono involontariamente alla base. Quelle più piccole dopo un po' di tempo seccano e devono essere sostituite».
Gli operatori interpellati si difendono affermando che «per contratto devono togliere tutta l'erba dall'area e devono avvicinarsi il più possibile agli steli. Bisognerebbe avvolgere le piante con appositi ripari e protezioni idonee». Ma Buti non è del tutto convinto e ribatte: «Occorre che i responsabili del verde pubblico controllino e affidino i lavori a persone specializzate o perlomeno più sensibili alla tutela delle piante, che in definitiva sono quelle che offrono la possibilità di lavorare agli stessi addetti alla falciatura».
(m.m.)
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