Sicurezza
Imu, Arcidosso a 9,1
L’aliquota della seconda casa è più bassa: ma la minoranza si oppone
ARCIDOSSO. Arcidosso batte Castel del Piano al ribasso: Imu per la seconda casa al 9,1, a fronte del 9,4 del paese limitrofo. Il consiglio comunale di Arcidosso ha deciso, a maggioranza, col voto contrario dell’opposizione e un astenuto, di mantenere inalterata l’imposta sulla prima casa e di alzare al 9,1, quella sulla seconda. Un aumento irrisorio rispetto a certe realtà provinciali dove la seconda casa è schizzata oltre il 10.
«A parte questa imposta, comunque - ha affermato il sindaco Emilio Landi -, non abbiamo mai modificato altre tariffe da anni fino ad oggi. E anche questa volta abbiamo scelto la stessa politica, cercando di andare incontro ai cittadini in un periodo di crisi così acuto. In questa maniera ci sarà possibile, fra dieci giorni, sottoporre all’assemblea consiliare il bilancio in pareggio.
E neppure escludo, se le condizioni lo permetteranno, che a settembre si possa intervenire con un ritocco a favore. La nostra aliquota è lievemente più bassa rispetto a Castel del Piano perché le due realtà economiche sono diverse. Ed è proprio questa diversità che ci ha convinto, alla fine, anche come Unione dei comuni, di lasciarci dei margini di libertà, in una fascia fra il 9 e il 10, e perseguendo gli stessi obiettivi: far quadrare i conti, ma allo stesso tempo non appesantire troppo la stretta sui contribuenti».
Questo tipo di considerazioni, come era facilmente prevedibile, non ha convinto la minoranza. Gonippo Bramerini e Michele Nannetti hanno votato contro, mentre Maria Cristina Raffi si è astenuta. Assenti, per la minoranza, Lazzeretti e Garosi. «Non si può frugare in tasca dei cittadini, ha detto il consigliere leghista, senza contropartita».
E infatti, Nannetti ha chiesto con un’interrogazione formale al sindaco Landi, quanti e quali progetti per ottenere finanziamenti sono stati presentati direttamente dal Comune di Arcidosso alla Regione Toscana dall’inizio della sua amministrazione a questa parte (circa otto anni). Una domanda piuttosto polemica che presupponeva una risposta ad elenco corto.
Stesso voto contrario della minoranza, anche per il ribasso del prezzo di base del magazzino comunale, da tempo messo in vendita e che per ben due gare è stato ignorato dagli acquirenti.
«Dopo due gare deserte - spiega Landi - la legge ci permette un 20% di riduzione. Il nuovo valore di asta che gli abbiamo attribuito è di 350.000 euro. Vedremo se così interesserà qualcuno». E infine l’assemblea consiliare ha votato l’acquisto di un videocom, un apparecchio per videoconferenza, sostenuto dal finanziamento della regione Toscana e dell’Unione speciale dei comuni.
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