Proteste
Finti poveri, scoperto maxi evasore
Professionista maremmano smascherato dalle Fiamme gialle. Tradito dall’auto di lusso, non ha fatturato 7 milioni di euro
GROSSETO. Dal medico abusivo al geometra finto povero. Dal falso spiantato col Rolex al polso, al sedicente squattrinato che gira la città con la Porsche o la Maserati. Sono 16 i professionisti maremmani - avvocati, commercialisti, geometri - finiti nel mirino della Guardia di finanza di Grosseto nei primi 5 mesi dell'anno.
Possiedono case, barche di lusso, supermacchine, e conducono un tenore di vita al di sopra di quanto riportato nei guadagni dichiarati, spesso ridotti all'osso. Di solito il mega “bolide” di proprietà è uno dei punti di partenza per un’indagine che incroci i dati con i beni immobili, com’è successo proprio in queste settimane con la scoperta di un’evasione record: un professionista maremmano non ha fatturato lavori per 7 milioni e 500 mila euro, e non ha versato l’Iva per un milione e mezzo di euro.
Le Fiamme Gialle hanno ispezionato il suo studio associato e appurato la maxi frode fiscale; per lui si annunciano un sequestro dei beni e una stangata che potrebbe sfiorare il 200% del guadagno evaso, oltre ovviamente al pagamento dell'imposta arretrata e non pagata (l'Iva).
I controlli su di lui erano iniziati da tempo: il suo macchinone aveva insospettito i finanzieri anche perché - accanto alla vettura di grossa cilindrata - il “finto povero” sfoggiava case importanti, ville e villette che producono reddito. Da lì il sospetto che non fosse affatto un piccolo contribuente.
Ma non è stato l'unico ad aver tentato di gabbare il fisco. Dall'inizio dell'anno la Guardia di Finanza di Grosseto tiene sotto controllo i professionisti maremmani e in sei mesi ha controllato quasi una ventina di studi, anche associati. Un’indicazione arrivata dal comando nazionale di Roma e che in Maremma ha portato ad accendere i riflettori sulla libera professione: in particolare su quei professionisti che mostrano sproporzioni notevoli tra beni posseduti ed euro dichiarati al fisco.
Sotto controllo - da gennaio a oggi, escluso il 16° - sono finite in particolare 15 persone di cui 5 tra medici e odontoiatri, 5 tecnici architetti, ingegneri e geometri, 2 avvocati, 3 periti e consulenti del lavoro. A oggi è stata conclusa la metà dei casi; alcuni sono ancora in corso. Per arrivare a loro i finanzieri si appoggiano - tra le altre cose - al progetto Perseo 2: piano portato avanti con attrezzature informatiche all'avanguardia che vigilano su chiunque mostri un tenore di vita al di sopra di quanto dichiarato. Di solito l’auto di proprietà è uno dei punti di partenza per un’indagine che incroci i dati con i beni immobiliari. I risultati, per i 15 professionisti, parlano di 250.614 euro di redditi non dichiarati, elementi negativi di reddito non deducibili per 10.920 euro, un’Iva dovuta per 46.421 euro e un’Iva relativa per 51.782 euro, più l'Irap per 7653 euro. Per un sedicente medico omeopata maremmano è emerso che il lavoro era svolto al pubblico senza la necessaria abilitazione, omettendo di dichiarare al fisco oltre 170mila euro di ricavi e 356mila euro di Iva non versata all’Erario. Il medico è stato denunciato in Procura per esercizio abusivo della professione medica, ma nei guai è finito anche un noto geometra maremmano, scoperto dalle Fiamme sempre grazie al Perseo 2: viaggiava in auto di grossa cilindrata. Ma da anni dichiarava redditi pari a zero.
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