Il Tirreno

Grosseto

Spaccalunotti è tornato a colpire

di Elisabetta Giorgi
Spaccalunotti è tornato a colpire

Due vetri distrutti in questo ultimo fine settimana. E Fatarelli da una decina di giorni è stato rimesso in libertà

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Spaccalunotti è tornato. E in due giorni a Grosseto ha colpito due auto in sosta, lasciando una sorta di “firma” inequivocabile ormai legata all’abitudinarietà della location. Via Saffi e via Etruria: sono le due “vittime” più gettonate - in passato - e dove l'attentatore anonimo è piombato anche stavolta a distanza di poche ore l’una dall’altra.

Venerdì sera è toccato a un’Alfa Romeo nuova di zecca parcheggiata a 50 metri dall'ufficio anagrafe del Comune, punto semideserto e al riparo da occhi indiscreti che si preparava ad accogliere, il giorno dopo, la notte bianca. Sabato il copione è tornato identico in via Etruria, nella zona vicino alla stazione dove una Fiat Punto è stata centrata da un sasso cheha sfondato un lunotto posteriore, scolpendo una ferita concentrica nel vetro e piombando sul sedile. Anche qui il luogo era “cieco”, al riparo da sguardi indiscreti. Nessuno che vede, nessuno che sa. E per i proprietari si riaffaccia ogni volta l'incubo di fare i conti con un vandalo “seriale” che - giorno e notte - si accanisce sulle auto provocando migliaia di euro di danni. Proprietari, abitanti, negozianti delle zone sono tornati in allerta.

La firma sembra inequivocabile, anche se stavolta (come per decine di altri casi) non vi sono elementi che riportano a un’identità precisa. L'autore ha provocato un danno sostanzioso - diverse centinaia di euro - ma è ancora difficile che le forze dell'ordine lo accollino a un’identità precisa, salvo fare congetture. Resta pure complicato, se non impossibile, installare sistemi di sorveglianza nelle strade statisticamente tra più colpite: non è per niente scontato, infatti, che le immagini riprese dalle telecamere funzionino da deterrente. Dunque Spaccalunotti potrebbe continuare ad agire a prescindere dal fatto di essere riconosciuto nelle immagini delle telecamere di sicurezza. Anzi. Potrebbe essere anche solleticato e stimolato da un subdolo senso di sfida.

Spesso i gesti si ripetono dopo aver fatto il “giro” della città, acquisendo una certa notorietà. Che si tratti di un raptus di origine neurologica o, per l’appunto, di una “sfida” aperta alle forze dell'ordine non è ancora dato saperlo. Quel che è sicuro è che il gesto del vandalo crea un certo scalpore e allarme sociale non solo per chi - abitando in centro storico - parcheggia lungo via Saffi o via Etruria, ma anche per chi frequenta quelle strade per lavoro e ha paura di parcheggiarvi. Identificando queste vie come una sorta di posteggi-tabù. La maggior parte di questi colpi sono andati a segno senza che sia stata scoperta l'identità dell'attentatore. Per decine di altri di danneggiamenti di auto in sosta ha risposto invece Gino Fatarelli, ex infermiere grossetano, 57 anni, già arrestato perché sorpreso a spaccare con una pietra i lunotti posteriori delle auto posteggiate in via Etruria. Fatarelli è stato in carcere fino a poco tempo fa. Da circa dieci giorni è tornato a piede libero, scarcerato per scadenza termini. L'uomo è uscito dalla circondariale di via Saffi, a Grosseto ed è sotto perizia psichiatrica. I primi giorni di luglio il perito dovrebbe presentare la sua relazione. Non è una novità: anche la perizia è diventata ormai una pratica “in serie”. Per lui si tratta del quinto esame a cui è stato sottoposto negli anni, al fine di verificare lo stato mentale, la compatibilità con il regime carcerario o l'esistenza o meno di una struttura terapeutica in cui trovare soluzioni mirate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web