Il dolore
«Mezzo milione all’anno per i vandali»
Parla l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci: «Bene Emilio, mi sento vicino a Borghi»
GROSSETO. «Borghi? Giovane e impegnato. Bonifazi? Esperienza preziosa. Io? Vedremo»: è un Giuseppe Monaci a tutto tondo quello con cui abbiamo fatto due chiacchiere. Dalle invasioni di campo in giunta sino al ruolo di Pd e Psi.
Un anno ai lavori pubblici.. «Le Amministrazioni vivono in uno stato comatoso, dovuto a una burocrazia a livelli insopportabili. Tutto è rallentato e spesso si rischia di non intervenire, o magari lo si fa, ma con enorme ritardo, perdendo i finanziamenti . Oltre a questo la gente deve capire che abbiamo tre grossi problemi».
Quali? «La mancanza di manutenzioni straordinarie: negli ultimi 15 anni si sono privilegiate le nuove opere, a scapito delle ristrutturazioni. Poi il capitombolo finanziario che abbiamo subìto dal 2010, aggravato dalle perniciose regole del patto di stabilità, ci ha messo il suo: in un momento così era da privilegiare l'investimento in opere pubbliche, in modo da incrementare i livelli occupazionali. Al tempo stesso facendo molta attenzione a stringere sulle spese correnti. L'ultima questione riguarda gli atti vandalici: ogni anno ci troviamo a dover spendere 500 mila euro per rimettere a posto quanto alcuni imbecilli sfasciano».
C'è collaborazione nel Bonifazi bis? "Diciamo che occorre rivedere le modalità di lavoro tra assessorati e le relative competenze. Non tutti abbiamo la stessa sensibilità».
Lei è orgogliosamente socialista. Quali equilibri tra Psi e Pd? «Il Psi è in forte ascesa. Nel quadro provinciale la presenza socialista è sotto dimensionata. Il caso di Pitigliano è emblematico. A livello più ampio attendo che tra la parola partito e quella democratico venga inserito il termine socialista: finché il Pd continuerà a vergognarsi dell'anima socialista dovremo stare per forza fuori».
In un'ottica di primarie di coalizione il Psi potrebbe dire la sua. Magari con un Monaci che alza la posta. «Non sono interessato alle poltrone né a trovare lavoro in politica. Presiedo un assessorato importante e credo di doverlo onorare. Un impiego come libero professionista ce l'ho. Comunque vedremo. Voglio ricordare che dentro il Psi c'è una classe politica di livello, ne cito uno su tutti: il nostro neo segretario Francesco Giorgi».
Quali sono i suoi rapporti con Bonifazi e come lo vedrebbe in Regione? «Ho sempre avuto carta bianca e fiducia. È onesto. Il futuro di Emilio è nelle sue mani, ma un'esperienza come la sua sarebbe preziosa».
È Borghi il successore? «È giovane e molto impegnato. In passato avrebbe tranquillamente potuto scegliere di fare il salto, ma preferì restare in Maremma. Un segno di attaccamento al territorio. Posso solo dire che siamo molto vicini».
Una cosa che l'ha fatta innervosire? «Le chiacchiere sulla monetizzazione dell'area intorno al superstore della Coop. Polemiche inopportune: con quell'accordo potremo fare opere altrimenti difficili da realizzare».
Maurizio Bernardini
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