Il Tirreno

Grosseto

Un pullman per Renzi «Risorsa, non problema»

di Lorenzo Santorelli
Un pullman per Renzi «Risorsa, non problema»

Simiani, Baldi, Bizzarri, anche Saimo Biliotti: in tanti a Firenze per il “big bang” «Ora le primarie siano un’occasione, non una guerra spietata fra bande»

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GROSSETO. Nel giorno in cui due anime del Pd si sono incontrate, e probabilmente anche contate, in altrettanti appuntamenti separati – a Roma la riunione dei presidenti dei circoli con il segretario Pierluigi Bersani, a Firenze la convention “Big bang Italia obiettivo comune” organizzata da Matteo Renzi – nessuno degli amministratori maremmani che ha partecipato al rendez vous del sindaco fiorentino utilizza per se stesso la definizione di rottamatore. L’elemento comune è la curiosità, tra i più scettici, che gli entusiasti traducono in desiderio di rinnovamento.

Nonostante le primarie siano ormai realtà – sebbene manchino date e modalità certe – i commenti sono privi di quell’acrimonia manifestata in più occasioni dai big nazionali. Accompagnati dall’eco delle accuse del responsabile economico del partito, Stefano Fassina - «Renzi è un ex portaborse che ripete come un pappagallo le ricette della destra» - e delle rivelazioni de L’Espresso su un progetto politico che vedrebbe Silvio Berlusconi sostenitore del sindaco di Firenze, sono stati circa trenta i “renziani maremmani” ad aver partecipato alla kermesse. La maggior parte di loro è andata sabato al Palacongressi del capoluogo toscano a bordo di un unico pullman, «hanno pagato il biglietto» sottolinea scherzosamente il presidente di Tiemme, Marco Simiani, che ha partecipato anche alla riunione organizzativa di venerdì. Insieme a lui c’era solo il primo cittadino di Follonica, Eleonora Baldi, alla quale spetta il primato di essere stato l’unico amministratore del territorio ad aver parlato dal palco. «A Renzi ho detto che condivido il progetto basato su tre elementi: legalità, innovazione e comunicazione – dice il sindaco della città del golfo – così come credo sia giusto coinvolgere interlocutori diversi da quelli tipici della sinistra, senza però trascurare gli elementi culturali che ci contraddistinguono». Baldi ha avuto la disinvoltura di discostarsi nettamente dal suo omologo fiorentino su un tema che la riguarda da vicino. «In Toscana c’è un progetto per realizzare tre nuovi inceneritori. Lui si è detto favorevole al fine di superare un momento di criticità, io non sono d’accordo e gliel’ho fatto presente. A maggior ragione dopo che avevamo ascoltato amministratori capaci di effettuare il 90% di raccolta differenziata. Renzi ha sorriso e mi ha anticipato che verrà a Follonica per presentare il suo libro. Le primarie non dovranno essere una guerra spietata tra bande».

Concetto ribadito anche da Simiani che nel big bang vede la possibilità di «passare dal 25% sul quale è assestato il Pd al 42% che tutti i sondaggi attribuiscono potenzialmente al partito. Chi alle ultime elezioni ha votato per il centrodestra, alle prossime potrebbe votare per noi. C’è un elettorato non orientato che valuta di volta in volta i programmi, la capacità di espressione di un progetto, le sensazioni».

Con il piglio dell’osservatore ha partecipato all’incontro un altra fascia tricolore maremmana, il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. Che quantunque non sia stato folgorato sulla via di Damasco, bilancia le proprie percentuali di sostegno a Bersani dal 60% pre-convention al 51% del post, non per colpe del segretario ma per meriti della “gioiosa macchina da guerra” renziana. «Un’organizzazione impressionante e tanti giovani. Se avessi vent’anni sarei ancora più entusiasta, ma credo che il Pd non possa sottovalutare il messaggio di Renzi». Con un iperbole il sindaco di Firenze viene paragonato a San Francesco perché «all’inizio fu criticato dalla chiesa che poi, negli anni a seguire, è stata arricchita dal movimento dei francescani».

Da Follonica si è mossa anche Elisabetta Sabatini, consigliere comunale, conquistata «dalla voglia di fare rispetto all’immobilismo del partito. Per introdurre idee innovative occorre anche essere dissacranti e sfatare i tabù». Flavio Zazzeri, assessore a Massa Marittima, ha vissuto la convention «da amministratore più che da politico. C’è stato uno scambio reciproco di spunti. Ad esempio la cittadinanza ai figli di stranieri che nascono nei nostri comuni o i vincoli al regolamento urbanistico per preservare l’ambiente». Per Daniele Tonini, nel cda di Gavorrano Idea, «Renzi è l’ultima chance per il Pd di diventare competitivo attraendo consensi al di fuori dell’area storica». Saimo Biliotti, consigliere comunale nel capoluogo, lo considera «una risorsa a prescindere dalle primarie perché indica un nuovo modello di partito e di società». Singolare il caso di Manciano dove il neoeletto sindaco, Marco Galli, aveva bollato Renzi come «uno che fa politica a suon di spot», mentre Valeria Bruni, eletta consigliere nella sua lista, lo ritiene in grado di «ascoltare la gente normale, mentre il Pd sembra chiuso nelle solite stanze. Anche a Manciano, dove abbiamo vinto per 29 voti ma il partito è uscito con le ossa rotte».

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