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Mattatoio, la società perde Confagricoltura

Mattatoio, la società perde Confagricoltura

Vivarelli Colonna parla chiaro: «Il nostro compito adesso è finito Nella “Mamar” ricapitalizzata ora tocca agli imprenditori del settore»

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GROSSETO. Per Confagricoltura è arrivato il tempo di uscire dalla partecipazione diretta e dare spazio alle imprese economiche.

Confagricoltura Grosseto ha deciso, infatti, che è arrivato il momento di compiere questo passo perché è terminata la sua mission. «Il consiglio di amministrazione dello scorso giovedì - spiega il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna - ha ratificato la decisione. Dopo oltre dieci anni da quando abbiamo costituito questa società, di cui hanno fatto parte una serie di soggetti come il Consorzio Agrario, Cos Maremma, le associazioni di prodotto e le associazioni di categoria, con l'intento di dotare il territorio di una struttura comprensoriale che fosse in grado di dare una risposta a un settore che merita di essere rilanciato come quello allevatoriale da carne, è tempo degli imprenditori convinti nella realizzazione del progetto. Molti passi sono stati fatti da allora anche grazie al lavoro del presidente della Mamar Giulio Borgia, che ringraziamo per la disponibilità, la competenza e la professionalità che ha profuso».

«Da oggi in poi - continua ancora Vivarelli Colonna - si avvia una fase nuova e le cose devono essere gestite e migliorate tramite una organizzazione leggermente diversa, con Mamar che cresce e si ricapitalizza , che diventa un soggetto chiamato a gestire tutta l'attività del mattatoio».

Vivarelli offre poi un serie di considerazioni. «Non dobbiamo dimenticare che l'idea progettuale ebbe inizio in un momento economico certamente diverso rispetto a quello attuale. Oggi la crisi morde e vi è contrazione marcata dei consumi. La riduzione del patrimonio zootecnico della maremma, purtroppo è un dato di fatto. Ma non dobbiamo essere univocamente pessimisti. Accanto a un maggiore scrupolo nella realizzazione delle opere che passano ancora di più attraverso la filiera corta, occorre consolidare un più stretto rapporto con la grande distribuzione organizzata per far sì che si generino volumi tali da consentire a questa struttura di lavorare meglio e di organizzare al meglio la produzione locale, mediante la valorizzazione del vitello da carne rosa (circa 2000 capi) e della vacca adulta. Solo in questo modo il mattatoio comprensoriale - chiosa il presidente di Confagricoltura Grosseto - è utile alla Maremma, perché potrà sviluppare 20 milioni di euro in valore carne e aumentare la filiera della produzione della foraggicoltura e della mangimistica».

«Auspico - conclude il presidente - ai soggetti che compiranno l'investimento una prudente analisi dei costi e della gestione amministrativa. Oggi il mercato richiede professionalità e competenza. Le scelte devono passare da una puntuale verifica e da una libera espressione di volontà svincolata da ogni forzatura e ingerenza assumendosene la piena personalità».

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