La manifestazione
Il Comune con i balneari
Sessantacinquemila euro di contributo per la sicurezza sulle spiagge
FOLLONICA. Sessantacinque mila euro all’associazione Balneari di Follonica per contribuire al piano di controllo della balneazione. L’amministrazione comunale ha deciso di dare un aiuto economico al gruppo che riunisce quasi tutti gli stabilimenti balneari follonichesi, in modo da garantire insieme a loro, la presenza dei bagnini su tutto il litorale. Si tratta di cinque chilometri e 700 metri di spiaggia, compresi tra il fosso Cervia e il confine con Scarlino: da qualche anno a questa parte il personale di vigilanza non è più pagato privatamente da ogni singolo bagno, come accadeva una volta quando il bagnino era parte integrante dello staff di uno stabilimento balneare. Le abitudini e le leggi in materia anche grazie all’associazione Balneari. Con l’adozione di un piano collettivo per la sicurezza oggi a Follonica le torrette con relativo personale sono posizionate lungo tutta la costa. Ogni pochi metri insomma c’è qualcuno opportunamente preparato, che in caso di necessità è pronto a partire, che si tratti di un probabile annegamento o di un malore. La situazione attuale va a assicurare un’assistenza a tutti i bagnanti, senza divisioni tra coloro che scelgono la formula dello stabilimento oppure a chi preferisce andare in spiaggia libera. Chiaramente però tutto questo ha un costo: la spesa che l’associazione deve affrontare si aggira intorno ai trecentomila euro. Nel mese di aprile al Comune è stata inviata una richiesta proprio dal gruppo dove si chiedeva un contributo per la copertura del servizio anche nelle spiagge pubbliche. Il 25% la quota chiesta all’amministrazione, pari a 65mila euro. Il governo ha valutato l’istanza decidendo di destinare quei soldi all’associazione: «considerato che tale proposta consente di attuare complessivamente il controllo per la quasi totalità della spiaggia libera ad un costo economicamente conveniente e sostenibile per l’amministrazione al quale si aggiunge l’esonero da ogni e qualsiasi responsabilità civile, penale e amministrativa connessa all’esercizio dello stesso servizio per le aree di competenza», si legge nella delibera.
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