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Diportisti all’attacco del sindaco

Diportisti all’attacco del sindaco

Lettera aperta dopo lo “strappo” di Cerulli per le dichiarazioni a mezzo stampa

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PORTO ERCOLE. Con una lettera aperta l’Asd diportisti di Porto Ercole rivolge ad Arturo Cerulli un accorato appello, non privo di critiche nemmeno troppo velate, affinché il sindaco si impegni a migliorare «l’indegna situazione del porto».

La settimana scorsa Cerulli aveva stracciato l’accordo stipulato con l’associazione per la creazione di un comitato misto – tra amministratori comunali e diportisti – che monitorasse il transito delle imbarcazioni nelle acque antistanti la costa della frazione argentarina. La decisione era stata presa a seguito di alcune esternazioni a mezzo stampa dei diportisti, critici sulla gestione del servizio di traghettamento tra banchina e natanti.

Per quel servizio il Comune, ammettendo una certa lentezza, ha indetto un bando di gara solo in tempi recenti. «L’impostazione sulle regole degli appalti pubblici è da noi assolutamente condivisa – scrivono i diportisti - ne dà dimostrazione la stessa iniziativa da noi intrapresa di traghettamento a titolo gratuito, dettata anche dal ritardo del Comune circa l’indizione della gara. Promulgato il bando, ci riteniamo soddisfatti e vinca il miglior offerente».

Tra le righe della lettera si leggono dissapori legati alla gestione complessiva del porto, piuttosto che al singolo episodio. A partire dalle questioni di metodo. «Dobbiamo comunque osservare che Lei (Cerulli, ndc) sembra dare più importanza alla stampa che a quanto emerge dallo scambio di opinioni in occasione di incontri pubblici e privati avuti in questi anni. Allora ci domandiamo perché non risponde a quello che è il vero problema dei portercolesi: viviamo il porto in modo indegno». Il presidente dell’associazione, Vincenzo Sabatini, riparte dal ventennio precedente «quando noi fondammo gli ormeggi che poi sono passati in mano al Comune. Da allora non c’è stato alcun miglioramento. Non vogliamo che il servizio di traghettamento venga per forza assegnato a noi che, fino ad ora, abbiamo avuto solo uno specchio acqueo. Ci diano almeno qualcuna delle strutture già esistenti». La missiva prosegue sottolineando che «fa bene il sindaco a fare rispettare la legalità assoluta nei servizi che, tuttavia, sono il frutto di una nostra autodonazione. Ma il vero problema è quello sopra esposto e la invitiamo a fare attenzione all’evidenza pubblica circa le concessioni demaniali». Cerulli dal canto suo reagisce serafico. Nessun commento ma una considerazione: «Io ricevo costantemente le persone, ma non accetto ricatti da nessuno». (l.s.)

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