Il Tirreno

Grosseto

Diciannove piante di marijuana arrestato operaio

di Francesca Gori
Diciannove piante di marijuana arrestato operaio

Il giovane, 24 anni, aveva creato una vera e propria serra I carabinieri trovano anche 70 grammi di cocaina

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AZZARA. Quando i carabinieri sono entrati in quell’annesso agricolo, nella campagna di Castell’Azzarra, credevano di essere finiti su un’isola caraibica, illuminata a giorno e piena di piante. Ma quella luce che brillava nella serra non era quella del sole cocente della Maremma e quelle piante non erano ornamenti per giardino e nemmeno verdure da gustare fresche a tavola. In quella serra c’erano 19 piantine di marijuana, che crescevano rigogliose, pronte per essere essiccate e spacciate in dosi. I militari agli ordini del capitano Massimo Turlà, comandante della compagnia di Arcidosso, hanno arrestato un ventiquattrenne operaio del paese amiatino, Emanuele Petri, per coltivazione illegale e spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane, incensurato, è ora al carcere di via Saffi, dove domani si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto.

È seguendo una pista precisa che i militari del nucleo operativo, insieme a quelli del radiomobile del centro amiatino, sono arrivati all’operaio. Sull’Amiata, nelle settimane passate, i militari avevano sequestrato un bel po’ di marijuana. Si sono resi conto che di quella droga, ultimamente, ne circolava un po’ troppa, soprattutto tra i giovani.

Così hanno deciso di scandagliare bene i giovani amiatini e, durante le indagini, si sono imbattuti nel ventiquattrenne operaio, che è in carcere con l’accusa di spaccio, oltre che per quella coltivazione. Nell’annesso agricolo, che si trova in un terreno non molto lontano dalla casa dove il ragazzo vive con i genitori, c’erano alcuni attrezzi da lavoro. Ma dietro agli attrezzi, i militari hanno notato una porta in ferro. L’hanno aperta e hanno scoperto una serra creata a regola d’arte. C’erano le lampade per fare luce e creare calore, c’era un essiccatoio. Il ragazzo aveva anche costruito un sistema di areazione che, sebbene senza nemmeno una finestra, permetteva il ricambio dell’aria. E poi, un kit completo per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione e un libro su come coltivare la marijuana.

I carabinieri, dopo aver scoperto quel fazzoletto di Jamaica a Castell’Azzara, hanno perquisito anche la casa del ragazzo, che abita con i genitori che erano ovviamente all’oscuro della piantagione che l’operaio aveva realizzato nella serra.

Una volta entrati nella camera del ragazzo, i militari hanno trovato nel cassetto del suo comodino 70 grammi di cocaina.

Il ragazzo è incensurato, e i militari sono convinti che abbia messo su quella serra e avesse anche quella cocaina nel comodino della camera per superare un momento di difficoltà economica.

Le piante di marijuana, la cocaina e tutto il materiale per il confezionamento è stato sequestrato insieme all’attrezzatura che Petri aveva utilizzato per mettere in piedi quella coltivazione, in un appezzamento di terra di Castell’Azzara. Domani in carcere si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto: il ventiquattrenne potrà spiegare direttamente al giudice perché abbia deciso di mettersi a coltivare marijuana.

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