Il Tirreno

Grosseto

Da Montenero a re dei mercati l’olio di Franci vola con la qualità

di Gabriele Baldanzi
Da Montenero a re dei mercati l’olio di Franci vola con la qualità

Scelte coraggiose e tecnologia all’avanguardia: Fernando e Giorgio portano la Maremma nel mondo «Abbiamo percorso l’unica strada possibile. Il resto lo fa un territorio che non ha eguali»

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MONTENERO. Partire dalle pendici dell'Amiata e diventare, nel proprio campo, i numero uno al mondo. Una piccola attività a conduzione familiare che oggi è conosciuta in 5 continenti e rappresenta, forse più di ogni altra azienda e prodotto, la Maremma migliore, dove la qualità del paesaggio si declina in economia. È la storia del Frantoio Franci di Montenero d'Orcia. La seconda tappa del nostro viaggio tra le imprese che stanno sopra la crisi, che vincono grazie a idee, passione, ottimismo.

C'era una volta un fienile… Il Frantoio Franci nasce negli anni ’50 a Montenero, ultimo colle della provincia di Grosseto prima della Val d'Orcia e il senese. Due fratelli, Franco e Fernando Franci, acquistano un oliveto chiamato Villa Magra e ristrutturano un antico fienile per farne un frantoio. In ogni paese della Maremma c'è almeno un frantoio che lavora tra novembre e febbraio. Ma sono tempi di miseria, si guarda solo alla quantità.

Fernando archimede. Fernando è un uomo di talento. Il suo frantoio, con il passare degli anni, acquisisce fama; l'olio che esce da qui ha qualcosa in più degli altri. Dipende dalle cultivar? Dipende dai processi? Dipende dalla scrupolosità con la quale si selezionano le olive e si mantiene pulito l'ambiente? Può darsi. O forse ci sono altri segreti? C'è chi in paese, sapendo delle doti da inventore di Fernando, ritiene che abbia fatto delle modifiche alle macchine, che la spremitura sia diversa da quella degli altri frantoi. Non si spiegherebbe in altro modo un olio così profumato.

“Babbo, si accelera”. Il 1995 rappresenta una tappa importante per la storia dell'azienda, inizia infatti la collaborazione tra Fernando ed il figlio Giorgio che, all'esperienza del padre, aggiunge una nuova carica di entusiasmo ed intraprendenza. L'idea di Giorgio è quella di far conoscere i propri extra vergine fuori dagli abituali confini: la Maremma, Siena. «Babbo, bisogna cambiare qualcosa. La vendita diretta dell'olio va bene, ma se qualche bottiglia la portiamo lontano da qui, dal luogo di produzione, avremo più soddisfazioni e garantiremo al frantoio un futuro diverso». «Ricordo - racconta Giorgio - che non eravamo conosciuti, che la nostra dimensione e la nostra struttura non ci consentivano di competere con i prezzi dei grandi imbottigliatori e per giunta l'esperienza produttiva non trovava continuità nel campo commerciale. Abbiamo così scelto la strada della qualità, l'unica per noi stimolante e percorribile, una qualità assoluta, senza compromesso».

Le prime produzioni. Nasce nel 1996 il Villa Magra dei Franci, il primo extravergine del frantoio commercializzato in bottiglia e prodotto solo con le olive dell'omonimo oliveto. Al concetto di qualità vengono ad aggiungersi quelli di selezione, di interpretazione e di terroir. Villa Magra, il fruttato intenso, diventa la bandiera dell'azienda e sarà il capostipite delle altre otto etichette. Nel 1997 la prima produzione del fruttato leggero, l'Olivastra Seggianese, il monovarietale prodotto dagli oliveti secolari del monte Amiata; poi nel '99 nasce il fruttato medio Le Trebbiane, che alla prima occasione si aggiudica il primo dei tre Leoni d'Oro che verranno assegnati al frantoio. È un’escalation senza pause, un crescendo di riconoscimenti, successi. E investimenti. Giorgio è convinto che per stare al top ci vogliono macchine e tecnologie di primo livello e un lavoro che inizia dai campi, dagli oliveti. Franci - va detto - perde anche qualche cliente. “Siete diventati troppo schizzinosi..!”

È la strada giusta. Ora ne è convinto anche Fernando. L'evoluzione della filosofia produttiva sviluppa nuovi obbiettivi e prende forma il concetto di Cru. Come nei vini. Nel 2000 nasce Villa Magra Grand Cru, la migliore produzione del “Chiusello”, una microzona porzione dell'oliveto Villa Magra, in cui terra e vegetazione hanno caratteristiche particolari. Villa Magra Grand Cru sarà prodotto solo nelle migliori annate ed uscirà solo in bottiglie numerate. Un altro incredibile azzardo, ma un altro strepitoso successo.

Gli olii base. Ma Giorgio è un ragazzo intelligente. Sa che bisogna diversificare. Vengono perfezionati così i cosiddetti oli base. «Era giusto andare incontro ad esigenze di ordine economico e aziendale». Fiore del Frantoio riesce a coniugare l'onestà di un buon olio con un prezzo sostenibile per gli usi quotidiani in cucina; poi c'è Il FranciBio, da agricoltura biologica, e l'Igp, con certificazione di origine. «Nei banchi dei supermercati ci siamo andati con orgoglio».

Qualità sempre. Oggi tutte le etichette del Frantoio Franci hanno una matrice ed uno standard di qualità ben definito per caratteristiche organolettiche e parametri chimici che garantiscono la continuità qualitativa di anno in anno. Gli olii che non raggiungono gli obbiettivi vengono declassati. Fernando è ancora al pezzo. Ogni tanto inventa qualcosa, modifica una macchina. Orgoglioso del successo di famiglia. «Le variabili stagionali - conclude - determinano la qualità dei raccolti e rendono stimolante questo mestiere, oggi come 50 anni fa, influenzando le quantità dei prodotti finiti ma non la loro qualità in termini assoluti. All'annata rimane quel margine sottile ed affascinante che fa la differenza tra una buona bottiglia ed un grande prodotto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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