Sicurezza
«Cade la poltrona? Forse. Ormai mi aspetto di tutto»
In Maremma il decreto taglia-Provincia apre scenari importanti, e non solo per le molte partite istituzionali aperte in cui palazzo Aldobrandeschi ha giocato un ruolo chiave,
GROSSETO. In Maremma il decreto taglia-Provincia apre scenari importanti, e non solo per le molte partite istituzionali aperte in cui palazzo Aldobrandeschi ha giocato un ruolo chiave, dalla Tirrenica al cogeneratore, ma anche per il futuro politico del presidente Leonardo Marras, che di colpo potrebbe interrompere il primo mandato per reinventarsi un percorso. Se cadesse la poltrona? «Al momento - spiega lui - non mi sto prefigurando alcun futuro politico. Né mi auguro di finire il mandato; mi basta che si faccia una riforma seria degli enti locali. Ogni volta succede di tutto. Proseguire con un continuo stato di stallo e di incertezza è deprimente».
La Provincia, dal canto suo, di questa bozza del Governo contesta i parametri, «uno tra tutti il numero di Comuni: 50 sono troppi», sbotta Marras, «che per molti territori sono un traguardo impossibile da raggiungere». Né è chiaro come si strutturerà il nuovo piano dimagrante delle Province, che in Maremma. fa ipotizzare l'accorpamento tra Grosseto e Siena. «Un presidente unico e un consiglio unico sarebbero un caos, date le dimensioni delle rispettive Province. 3.800 chilometri quadrati noi, 4800 loro». Complicato anche capire se il consiglio provinciale resterà eletto dai cittadini o nominato dai consigli comunali, come già ventilato in passato. Probabile l'azzeramento dell'intera giunta con la scomparsa degli 8 assessori maremmani. E i tempi? O si arriverà a fine mandato di Marras (in Maremma fissato nel 2014), o si anticiperà il tutto con una sorta di “elezioni anticipate”. Su tutto regna il fumo. «Certo è che di tutto questo parleremo martedì prossimo - spiega Marras - in un incontro tra Governo e Upi (unione delle Province italiane) a Roma, insieme ai ministri Cancellieri e Patroni Griffi. Cercheremo di proporre soluzioni, una riforma serve. Ma c’è da discutere sui parametri».
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