Il Tirreno

Grosseto

Scuola, nuovo rinvio la commissione non trova l’accordo

di Lorenzo Santorelli
Scuola, nuovo rinvio la commissione non trova l’accordo

Posizioni diverse fra i vari membri, ancora in sospeso il futuro di alunni, insegnanti e personale “ata”

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GROSSETO. Non sono bastate due ore di dibattito alla terza commissione consiliare per trovare una posizione condivisa sul piano della rete scolastica. La seduta di ieri si sarebbe dovuta concludere con la votazione di un documento che – dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla soglia minima di 1000 alunni – impegnasse il Comune a richiedere un parere alla Regione sui margini di manovra rimasti e, contestualmente, attivasse un tavolo di trattativa congiunto con la Provincia. Questi, insieme alla revisione del parametro dei 1000 studenti che dopo la sentenza della Consulta non è più vincolante, erano i tre punti conclusivi della bozza preparata dal presidente della commissione, Francesco Giorgi del Psi. Ma lo stesso Giorgi alla fine ha dovuto prendere atto che persino quella sommaria dichiarazione d’intenti, redatta in modo da affibbiare l’onere della prima mossa a Firenze, non avrebbe ottenuto l’unanimità dei voti.

E così l’unica sintesi possibile è stato un rinvio – l’ennesimo – ad una convocazione straordinaria della commissione che dovrebbe essere calendarizzata il 28 giugno, alla vigilia del prossimo consiglio comunale. Quella sarà la chance decisiva, e forse l’ultima, che i commissari avranno per dare un segnale di concretezza a docenti, personale ata e famiglie degli alunni delle scuole, che non sanno ancora se a settembre si troveranno i precedenti circoli didattici oppure gli istituti comprensivi. Nel caso dovesse essere confermata questa seconda opzione- in tal senso si sono espressi il vicepresidente regionale, Stella Targetti, il provveditore, Elisa Amato Nicosia, e l’assessore provinciale alla scuola, Cinzia Tacconi – resta da capire se verranno considerati definitivi gli accorpamenti effettuati con la norma capestro dei 1000 alunni (sebbene in Toscana questo limite sia stato interpretato come media regionale e, a cascata, provinciale), oppure i sette istituti comprensivi previsti nel capoluogo, due dei quali in compartecipazione con Scansano e Castiglione, potranno essere rimessi in discussione. Dopo il rimpallo di responsabilità tra l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli, e Tacconi, era stata la terza commissione, di sua sponte, a preannunciare la stesura di un documento che riaffermasse la “sovranità” municipale nella stesura del piano per l’anno scolastico 2012 – 2013.

Che la strada verso un pronunciamento corale fosse lastricata di buone intenzioni, ma irta di ostacoli, è apparso evidente fin da subito, quando i consiglieri Giacomo Gori del Movimento 5Stelle e Pier Francesco Angelini del Pdl si sono presentati ciascuno con una propria relazione. Gori - il più risoluto nel richiedere un atto che formalizzasse la volontà dell’amministrazione, ribadita da Ceccarelli, di tornare ai circoli didattici - ha auspicato un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti del mondo della scuola attraverso le autocandidature di chi dovrà poi sedere al tavolo delle trattative. Angelini invece, a nome di tutto il centrodestra, ha pungolato la maggioranza che «deve ascoltare tutti gli addetti al settore e lavorare anche di domenica se necessario», scatenando la reazione rabbiosa di Stefano Rosini dell’Idv che, battendo i pugni sul tavolo, lo ha accusato di «ignorare il mondo della scuola dove, per colpa del governo Berlusconi, a Grosseto 450 docenti hanno perso il posto negli ultimi tre anni». Luigi Colomba del gruppo misto ha invitato il Comune a mostrare i muscoli «perché ha la responsabilità politica di farsi ascoltare dalla Regione», mentre Andrea Ulmi della lista Lolini si è detto favorevole ad un anno di transizione con i vecchi circoli durante il quale ascoltare tutti i soggetti coinvolti per poi redigere un piano veramente condiviso». Il gruppo del Pd – Veronica Tancredi, Simone Bartolini e Riccardo Tinacci – è stato in fermento per tutta la durata della seduta con telefonate e sussurrii che hanno dimostrato come fossero recalcitranti all’approvazione della bozza Giorgi, soprattutto per quanto riguardava la richiesta alla Provincia di un adeguamento del piano approvato a dicembre. Nonostante qualche smussatura, tutti sono rimasti sulle proprie posizioni avvalorando quanto fossero state profetiche le parole rilasciate dall’assessore Tacconi al Tirreno. «La politica è strana, si dicono tante cose ma poi contano i fatti». Per alzare la voce all’unisono, il Comune si è preso un’altra settimana di tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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