Il Tirreno

Grosseto

Caos al parcheggio e spiaggia sporca

di Alfredo Faetti
Caos al parcheggio e spiaggia sporca

La “domenica bestiale” di una famiglia di Gavorrano che voleva andare al mare al Puntone: «Non ci torneremo»

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Una domenica bestiale... con i parcheggi a pagamento di Scarlino. Un bagnante della zona racconta la sua esperienza, durata appena un giorno, ma comunque abbastanza per «farmi cercare un altro posto dove andare». Tra tesserine non più valide, cambio di tariffe e complicazioni nell’ottenere un nuovo abbonamento, infatti, parcheggiare l’auto per fare un tuffo è diventato «più difficile che versare un assegno alla posta», dice.

Senza contare poi una serie di disservizi riscontrati non appena raggiunta la battigia. Il racconto di Alberto, di Bagno di Gavorrano, è scandito minuto per minuto. Il bagnante nostrano ripercorre, anche con un pizzico d’ironia, tutte le tappe della sua domenica (la scorsa) in spiaggia. «Ho quasi 40 anni e per me il mare è la pinetina-pontile tra il Puntone di Scarlino e Follonica – spiega - mi hanno sempre portato lì, ci sono cresciuto, è il mio mare».

Alberto arriva al “suo” mare con tutta la famiglia: la moglie e i figli, «euforici per la loro prima volta della stagione». Arrivati al parcheggio ad accoglierli trovano la ragazza de “La bottega del sorriso”, soggetto che gestisce i parcheggi. «Ma il sorriso, purtroppo, dura poco» racconta. In tasca Alberto ha ancora la tesserina dello scorso anno, dato che gli erano avanzati alcuni ingressi. «Mi dispiace ma le tesserine dello scorso anno non valgono più»  spiega la ragazza. A quel punto il gavorranese decide di farne un’altra per l’estate appena iniziata. Ma subito spunta fuori un altro intoppo. «Decidiamo che è meglio farla intestata a mia moglie perché lei ci potrà venire più spesso di me, ma non ha portato con sé i documenti». A questo punto la famiglia decide di tagliarla corto e di pagare l’ingresso giornaliero, rimandando il nuovo abbonamento alla prossima volta. Vorrebbe pagare per mezza giornata, così come prevedeva il tariffario dello scorso anno, ma la ragazza spiega che «non c’è più: quest’anno si paga un euro all’ora oppure cinque euro tutto il giorno». Le complicazioni iniziano a farsi spazio nei nervi sottopelle di Alberto. «Sono al mare – spiega - Vorrei passare una giornata tranquilla e devo combattere per lasciare la macchina in un campo». Pagati i cinque euro e posteggiata la macchina, la famiglia gavorranese riesce finalmente ad arrivare in spiaggia. «Vediamo a cosa sono serviti i miei soldi» dice Alberto. Ma passo dopo passo, i nervi si fanno sempre più tesi: «Il bar nel parcheggio è chiuso, in pineta non ci sono servizi igienici, figuriamoci una doccia». Per di più, «la spiaggia non l’ha pulita nessuno e il cestino dietro di me trabocca di immondizia». Dunque? A cosa sono serviti quei soldi? «a farmi cercare un’alternativa a quello che una volta era un posto per tutti ed oggi è diventato solo un’occasione per spillare qualche altra goccia di sangue da un corpo ormai esanime». Così Alberto ha deciso di salutare il “suo” mare. Ma senza risparmiare un critica a chi ha deciso di creare questo sistema. Lo scorso fine settimana, infatti, «la benzina costava meno e il sindaco diceva “non è un buon segno”. Ma non è un buon segno neanche approfittare così delle famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze