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Grosseto

Telefono ko, condannata la Vodafone

GROSSETO. Quell’offerta telefonica per racchiudere in un’unica bolletta il costo di internet e delle telefonate dal fisso sembrava allettante. Solo che per un ignaro utente di Grosseto si è...

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GROSSETO. Quell’offerta telefonica per racchiudere in un’unica bolletta il costo di internet e delle telefonate dal fisso sembrava allettante. Solo che per un ignaro utente di Grosseto si è trasformata in uno di quegli incubi “all’italiana”, in cui si è costretti a pagare per lungo tempo anche per un servizio di cui non si può usufruire. E non per colpe proprie.

Ma stavolta un giudice di pace ha fatto davvero giustizia, condannando il gestore telefonico, la Vodafone, a risarcire un cittadino con 2.800 euro per il danno patrimoniale ed esistenziale oltre al pagamento delle spese processuali per altri 1.500.

Tutto era iniziato quando l’utente, nell’ottobre 2009, associato alla Confconsumatori di Grosseto, aveva accettato l’offerta del gestore, proposta da un agente entrato nel suo negozio. Il cittadino non era però a conoscenza del fatto che nella zona in cui lavora non c’era copertura di rete sufficiente per poter usufruire di quel pacchetto. «Per cui è saltata la possibilità di effettivo allaccio alla linea telefonica - cita una nota di Confconsumatori Grosseto - impedendo sia l’utilizzo della linea fissa che di quella internet per circa un anno».

Mancava il più e il meglio: appunto il collegamento alla linea fissa, nel negozio di Grosseto. Una situazione più volte segnalata al servizio clienti Vodafone, senza che però il problema venisse risolto. «Nel frattempo però la compagnia telefonica - prosegue Confconsumatori - pur riconoscendo l’esistenza del disservizio, ha proseguito a inviare fatture di pagamento che l’utente ha pagato regolarmente, sollecitato dalle vane promesse di risoluzione del problema da parte degli stessi operatori». Come dire, oltre al danno anche la beffa. Paghi senza avere niente in cambio. E tutto resta com’è.

A quel punto il gestore ha provato a spedire numerose lettere di protesta alla Vodafone per recedere dal contratto di abbonamento sottoscritto. Niente da fare, non è rimasto che rivolgersi a un giudice per ottenere il risarcimento dei danni causati da quell’inadempienza. La sentenza del giudice di pace, la numero 755 del 2012, ha sistemato le cose come meglio non avrebbe potuto. Al cittadino grossetano è stato infatti riconosciuto il disagio commerciale per la mancata attivazione dei servizi promessi, e per le difficoltà di far fronte con la dovuta speditezza alla quotidiana gestione dei rapporti con i clienti e gli interlocutori esterni dell’attività dell’azienda. Zero mail, clienti persi o non soddisfatti.

«Ecco perchè è scattato il riconoscimento del danno patrimoniale, dovuto all’appannamento dell’immagine commerciale - spiega la Confconsumatori -, ma anche il danno esistenziale, avendo l’inadempienza del gestore di telefonia inciso anche nella sfera relazionale dell’utente, rendendo precario lo svolgimento delle sue abituali attività».

Matteo Baccellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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