Il Tirreno

Grosseto

«Quanti errori del Pd» L’accusa di Renzo Landi

Pitigliano, tesserato di lunga data critica i suoi per la vittoria della lista di Camilli «Un errore non fare le primarie». La replica del sindaco: «Accetti il verdetto»

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PITIGLIANO. Renzo Landi, 30 anni di tesseramento lungo la storica politica che dal Pci arriva ai Ds, aveva già tuonato contro la dirigenza locale e provinciale Pd ben prima della campagna elettorale del 6 e 7 maggio, accusando la prima di «oligarchia e scelte non condivise» e la seconda di «essere lontana dalla vicende politiche pitiglianesi». Poi, dopo aver scritto a PierLuigi Bersani, aveva sostenuto la lista “Partecipare per rinnovare” che vedeva candidato a sindaco Diva Bianchini.

Ad oltre un mese dalle elezioni amministrative che hanno sancito la schiacciante vittoria della lista di Pierluigi Camilli, Landi torna a parlare. «Dopo 50 anni il comune è amministrato dal centrodestra. Questo è confermato dal coordinatore provinciale del Pdl, Luca Agresti, e dalle nomine degli assessori completamente di centrodestra, con Gorini asssessore esterno. L'unico consigliere eletto vicino all'ex sindaco Seccarecci è stato lasciato fuori».

Poi Landi punta il dito contro la segreteria del Pd locale e provinciale, principali responsabili della Caporetto pitiglianese. «Un ragionamento va fatto anche sull'itinerario di formazione delle varie liste - dice Landi- svolto senza un confronto serio per sviluppare alternative unitarie e credibili; il Pd ha avuto le responsabilità maggiori in questo itinerario, arroccandosi su scelte di pochi, rifiutando il confronto con la base interna e rinunciando alle primarie. Il segretario Savelli, ha fatto bene a dimettersi, ma non è il solo responsabile: devono seguire il suo esempio tutti i componenti della dirigenza in quanto responsabili di scelte inopportune e non democratiche. Speriamo -conclude Landi- che intervenga presto per imprimere una svolta di effettivo rinnovamento del Partito, nell'interesse di tutti i cittadini di Pitigliano».

Non si fa attendere la replica di Pierluigi Camilli. «Certo - dice Camilli- legittimamente Landi si aspettava molto di più dal voto di maggio, ma l'urna ha esplicitato il risultato che tutti sappiamo. Tuttavia c'è una cosa che mi fa sorridere e contemporaneamente preoccupare, vale a dire il giudizio sull'amministrazione che guido. Landi, cosa significa, oggi, destra e sinistra? Affrontare i problemi quotidiani dei cittadini, ascoltare le difficoltà delle famiglie, cercare di fare il possibile per risolverli, è di destra o di sinistra? I suoi sono schemi che non reggono più; la mia lista ha vinto perché è stata votata da tanti. La gente semplicemente vota per chi al momento ritiene più credibile».

Antonello Carrucoli

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