Il Tirreno

Grosseto

Iside, si dimette la Biagioni ed è ancora scontro sull’Isee

di Lorenzo Santorelli
Iside, si dimette la Biagioni ed è ancora scontro sull’Isee

La direttrice ha annunciato la propria scelta alla commissione consiliare, scatenate le opposizioni Megale: «Ora Ceccarelli chiarisca». Citerni: «L’assessore ha applicato la mozione contestata»

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GROSSETO. La mozione per l’inserimento di un quoziente integrativo al modello Isee, che tenesse conto dei redditi di entrambi i genitori anche se non conviventi, tra i parametri di accesso agli asili nido ed alle materne comunali, era stata respinta a novembre dal consiglio comunale. Ma Iside, l’organismo che gestisce i servizi educativi per conto del Comune, quel criterio di fatto lo ha utilizzato, nonostante la bocciatura consiliare. È questa l’accusa che in quinta commissione ha accomunato i consiglieri di opposizione di centrodestra e centrosinistra, all’epoca divisi sul merito, ed ha creato imbarazzo in quelli di maggioranza. Nell’occhio del ciclone è finito nuovamente l’assessore alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli, che da ieri è anche rimasto orfano del suo braccio operativo. Infatti durante la seduta il direttore di Iside, Barbara Biagioni, ha annunciato le proprie dimissioni. Il passo indietro ha colto di sorpresa tutti i presenti, soprattutto in considerazione del fatto che Biagioni, con tanto di slide, stava spiegando ai commissari i dettagli dell’applicazione del modello Isee.

La ormai ex direttrice di Iside non ha fornito spiegazioni ufficiali ed ha proseguito l’incontro come se niente fosse, sebbene la tempistica abbia scatenato le illazioni dei consiglieri dell’opposizione che hanno ipotizzato un logoramento dei rapporti con l’assessore di riferimento . Dietro al suo disimpegno invece ci sarebbe l’amarezza per un carico di lavoro e responsabilità – non ultima la difesa dalle accuse ricevute anche ieri di eccessiva autonomia dell’organismo – senza un adeguato corrispettivo in termini di inquadramento contrattuale. Biagioni ha spiegato che «ciascun genitore compila un foglio con la propria situazione patrimoniale ai fini del calcolo dell’Isee». A quel punto Riccardo Megale, consigliere della lista Lolini ed estensore della mozione per il quoziente familiare, ha rivendicato quanto covato per mesi in silenzio. «Sono le stesse cose che dico da ottobre. Mi avete accusato di essere un baciapile che vuole favorire solo le coppie sposate, e poi seguite il metodo che avevo suggerito. Ceccarelli dovrà spiegare questo controsenso». A dargli manforte è arrivata anche Cristina Citerni, capogruppo di Sel, che pur non condividendo la mozione – il suo voto contrario fu determinante – si è trovata d’accordo nell’accusare l’assessore «di aver disatteso illegittimamente il parere del consiglio comunale. Ceccarelli, come me, ritenne ingiusto attribuire obblighi alle coppie di fatto dopo che il registro delle unioni civili era stato respinto. Poi però, di fatto, ha applicato quella mozione». Biagioni ha confermato che la scelta era stata avallata dall’assessore, costringendo i due consiglieri della maggioranza che hanno preso la parola, Francesco Giorgi del Psi e Marcello Treglia di Grosseto Insieme, a stare sulla difensiva. Megale ha redatto due mozioni, una semi fotocopia di quella di novembre – ad esclusione del tavolo di concertazione – e l’altra per istituire l’Agenzia per la famiglia il cui scopo precipuo sarà quello di determinare il “quoziente Grosseto”. Agli obiettivi pratici si aggiunge quello politico. Inchiodare Ceccarelli con un voto favorevole anche da parte di quei consiglieri che a novembre si erano astenuti o assentati.

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