Il Tirreno

Grosseto

Fugge dal posto di blocco, giovane ucciso

di Elisabetta Giorgi
Fugge dal posto di blocco, giovane ucciso

Coppia di albanesi non si fermano all’alt della polizia, uno di loro viene raggiunto da un proiettile. Cinque agenti feriti

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GROSSETO. Hola Panajot aveva 26 anni, era albanese, abitava a Grosseto. Tra quattro mesi sarebbe diventato padre. Mercoledì notte viaggiava in auto col cugino Maxim Dorememei di 21 anni - trasportavano 11 chili di marjuana - quando è rimasto ucciso da un colpo di pistola sparato dagli agenti della Questura di Grosseto. I due giovani avevano appena forzato un posto di blocco sulla strada Senese all'altezza dello svincolo di Casal di Pari. Cinque agenti sono rimasti feriti.

«Sparo accidentale», spiega la Questura, per tutta la notte impegnata in una serie di controlli antidroga con una decina di poliziotti della Mobile e della Volante. E il bilancio è finito nel sangue. Il conducente albanese - disarmato come il passeggero - è morto in ospedale per le ferite riportate da un proiettile che ha perforato la portiera dell'auto finendo vicino all'ascella, mentre i poliziotti sono rimasti feriti nel tentativo di bloccare la giovane coppia di “corrieri” della droga.

Per tutto il giorno - ieri - sulla tragedia ha regnato il massimo riserbo. La Questura non ha voluto fornire l'identità delle vittime e in tarda mattinata ha affidato ogni informazione a un comunicato stampa con la propria ricostruzione della dinamica. Informazione “blindata”. La Procura ha aperto un fascicolo.

La tragedia si è consumata intorno alle 23,05 all’altezza di Casal di Pari, un paesaggio selvaggio a 40 chilometri da Grosseto, 35 da Siena, 3 da Pari; zona isolata, nessun testimone, niente case, nel tratto di statale 223 tra Grosseto a Siena, al km 38. Una calma interrotta da qualche scritta con lo spray. Vernice blu, “no alla tessera”. “Celibato, la perversione più disumana”, “Viola Aids”; e all'altezza dello svincolo una stradina che conduce, tra dolcissime curve, lungo la strada del vino Montecucco. Vi sono ancora i vetri in terra, le scritte con il gesso e i guanti dei soccorritori del 118, a ricordare la lunga notte di Hola Panajot, 26 anni, e del cugino Maxim Dorememai, 21, abitanti a Grosseto e diretti da Siena a Grosseto. La polizia aveva sistemato un posto di blocco all'altezza dello svincolo, fermando un autotreno e sei/sette autovetture che seguivano accodate il mezzo. Durante il controllo - riferisce la Questura - i poliziotti hanno fermato anche una Volkswagen Golf, per gli accertamenti del caso «nell’ambito di particolari servizi di prevenzione disposti dal Questore per arginare i reati contro il patrimonio e gli stupefacenti»; una misura che prevedeva il controllo capillare di tutti i mezzi provenienti da fuori provincia. Una volta fermato il mezzo, gli agenti si sono preparati a far scendere i due ragazzi dall’auto per controllarli. Ma mentre un poliziotto ha aperto lo sportello destro del passeggero, Hola - al volante - ha ingranato la marcia e ruotato lo sterzo a sinistra, ripartendo a tutta birra. La manovra - riporta ancora la Questura - ha fatto sì che i due poliziotti fossero investiti, e che uno dei due, cadendo a terra, «esplodesse accidentalmente un colpo di pistola che si è conficcato nello sportello anteriore sinistro, mentre altri dipendenti esplodevano alcuni colpi a scopo intimidatorio che non sortivano alcun effetto». L’auto, in effetti, ha continuato il suo percorso in direzione nord, verso Grosseto, e ha imboccato contromano lo svincolo di Casal di Pari, ovvero la strada curva che conduce a Pari. Qui si è scontrata frontalmente con un’altra auto della polizia, che si era nel frattempo fermata sulla carreggiata per bloccarne la fuga. Il violento impatto, riferisce la polizia, ha ferito l’agente alla guida del mezzo. Pochi metri dopo, la Golf ha arrestato la sua corsa e il passeggero è sceso velocemente, tentando di fuggire «nel bosco». Quasi sicuramente il bosco sulla destra della strada, quello più facilmente accessibile rispetto all’altro sul lato sinistro, protetto da un muro. Qui Maxim è stato inseguito e bloccato per poi essere tratto in arresto, mentre chi guidava - il giovane Hola - ha avuto la peggio: rimasto all’interno dell’auto, ha riportato un foro di proiettile «in prossimità dell’ascella sinistra», proiettile che, sparato da un agente sulla portiera, sarebbe sbucato oltre finendo per colpirlo a morte. Portato subito all’ospedale di Grosseto in condizioni disperate, è morto di lì a poco. La successiva perquisizione ha fatto scoprire 11 chilogrammi di marijuana. Sul posto è arrivato Filippo Maffeo, sostituto procuratore, per un sopralluogo. I cinque agenti hanno riportato ferite in varie parti del corpo - contusioni al ginocchio sinistro, escoriazione e contusioni agli arti - con prognosi dai 3 ai 15 giorni. Maxim Dorememei è nel carcere di via Saffi in attesa di convalida.

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