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CONSIGLIO comunale

Sel fa il primo bilancio «di un anno in trincea»

Sel fa il primo bilancio «di un anno in trincea»

Sel celebra il primo anno di permanenza in consiglio comunale e getta le basi di quella che immagina dovrà essere la Grosseto del 2020. Con un occhio rivolto al presente e uno al futuro

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GROSSETO. Sel celebra il primo anno di permanenza in consiglio comunale e getta le basi di quella che immagina dovrà essere la Grosseto del 2020.

Con un occhio rivolto al presente e uno al futuro, affrontando temi concreti come slanci idealistici, i vertici locali del partito di Vendola fanno il bilancio politico amministrativo dei primi 365 giorni vissuti nelle stanze municipali.

«Dove abbiamo esercitato un’opposizione né pregiudiziale né strumentale, bensì basata sui punti qualificanti il nostro programma elettorale – dichiara Cristina Citerni, capogruppo in consiglio comunale ed ex candidata a sindaco – ho la responsabilità di 3mila 800 voti cui rendere conto. Ovviamente l’attività dai banchi dell’opposizione è soprattutto di proposta attraverso emendamenti e mozioni. Nonostante ciò siamo riusciti a ottenere molti risultati». Tra questi Citerni inanella «l’approvazione del codice etico degli amministratori come quello per gli appalti; la mozione per il diritto di cittadinanza prevista dal progetto “L’italia sono anch’io” e quella sull’acqua pubblica; l’emendamento alla delibera per la riorganizzazione del personale comunale che implica la condivisione con l’Rsu; lo stop alla variante del regolamento urbanistico che avrebbe permesso la realizzazione del polo logistico di Braccagni». Non sono mancati però gli insuccessi, come la bocciatura della proposta di istituzione del registro delle unioni civili. «Ma anche in quel caso c’è stato un dialogo con le associazioni più che con il palazzo». «Noi puntiamo a intercettare cittadini, studenti, associazioni, sindacati per integrarli nel nostro progetto di città – aggiunge Michele Fabianelli, coordinatore comunale di Sel –vogliamo ricostruire una vera sinistra, confrontandoci su tutti i temi: edilizia, turismo, cultura, agricoltura, infrastrutture. E poi trovare una sintesi». L’obiezione, quasi scontata, è che questo “movimentismo” sia un modo per intercettare il vento - e i voti - che soffiano in direzione del 5Stelle di Beppe Grillo. «Loro sono stati i precursori nel cogliere un certo malessere – replica Fabianelli – ma hanno difficoltà nel tradurlo in proposte condivise».

«Su alcuni argomenti c’è convergenza – aggiunge Citerni – ma su altri, come quelli legati sociale e al mondo del lavoro, che per noi sono prioritari, loro sono assenti». Porsi come trait d’union tra il consiglio comunale e i cittadini è il proposito dell’altro consigliere, Davide Buzzetti, che puntella la Grosseto del 2020 su tre piloni. «La questione giovanile e del lavoro, che va affrontata come una vera e propria emergenza con misure eccezionali; le mura medicee, che devono diventare un vero luogo di aggregazione, volano per lo sviluppo sociale e culturale della città; l’ecosostenibilità, che dai trasporti all’edilizia deve orientare ogni scelta».

Un programma di governo difficilmente attuabile rimanendo all’opposizione. A meno che non sia precursore del tanto ventilato ingresso nella giunta Bonifazi. «Non siamo ideologici ma nemmeno consiglieri paletta – replicano in coro Buzzetti e Citerni – valutiamo ogni singolo contenuto nell’ambito di un progetto complessivo di città. Che al momento, come dimostra l’approvazione del regolamento sull’emergenza abitativa, è diverso da quello della maggioranza».

Lorenzo Santorelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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