Finanza
Fiamme allo studio legale e stelle a 5 punte
Una scia di atti intimidatori tra le Colline metallifere e la città del Golfo: nel mirino sempre i politici
FOLLONICA. Che siano scherzi di cattivo gusto, gesti isolati o veramente a sfondo politico, rimane il fatto che ormai il caso nelle Colline Metallifere è esploso. Un mese incandescente per amministratori o politici della zona, tanto più preoccupati dall’ipotesi che questi atti siano indirizzati a loro come persone. In tutti i casi, padri e madri di famiglia.
Il primo episodio della storia recente ci riporta al 17 maggio scorso, quando nel municipio di Follonica i dipendenti hanno aperto una busta destinata al sindaco Eleonora Baldi. «Occhio, sei nel mirino» recitava l’unica frase scritta sul foglio a matita. Ma sul quel pezzo di carta c’era anche dell’altro: una stella a cinque punte senza cerchio, simbolo a quanto pare dei Nuclei armati proletari. Tra l’altro, non è stata la prima volta che la Baldi ha ricevuto una lettera minatoria, alle prese con temi scottanti come quelli dei villaggi turistici, l’ippordromo e l’inceneritore di Scarlino. Esattamente un anno prima, infatti, un’altra busta portò questo messaggio al sindaco di Follonica: «Una pallottola è per te e una per il segretario, farai la fine del sindaco di Pollica», ucciso dalla mafia. Facciamo così un salto di un mese circa e arriviamo a sabato scorso, senza però muoverci dalla città sul golfo. Intorno alle 14.30, in zona industriale, scatta l’allarme per un incendio appiccato (le indagini poi constateranno la natura dolosa) a un ufficio legale. Quello di Jurij Di Massa, che oltre ad essere un avvocato è anche capogruppo consiliare a Gavorrano nonché noto esponente provinciale del Pdl. Anche lui non ha avuto dubbi: «mai avuto minacce, il mio lavoro non c’entra». Quindi, si tratta di «movente politico». E adesso si aggiungono anche i sedili dell’auto di Luciano Fedeli imbrattati di escrementi. Tutti fatti denunciati e su cui i carabinieri del comando di Massa Marittima (riferimento della zona) stanno indagando. Infatti, prove che questi episodi siano legati a ritorsioni politiche non ci sono. Però il dubbio dei protagonisti rimane, come loro stessi hanno raccontato ai militari. Questa la storia recente, ma ci sono altri capitoli sparsi negli anni. Sempre a Massa Marittima, ad esempio, circa due anni fa anche il sindaco Lidia Bai si rivolse ai carabinieri, dopo aver ricevuto sul proprio telefono cellulare alcuni sms che riportavano minacce rivolte anche ai familiari. (a.f.)
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