Attenzione
Tira colpi nel muro, arrestato
Due agenti della questura picchiati nel tentativo di fermarlo. Era già stato denunciato dai condomini
GROSSETO. Lo aveva fatto qualche tempo fa e per questo la questura quel nome e quel cognome lo conosceva già. Ma domenica sera, dopo un periodo di tranquillità, gli abitanti di un palazzo alle porte della città hanno dovuto chiamare ancora una volta la polizia. Perché l’inquilino aveva ricominciato a dare fastidio a tutti: a battere con qualcosa sul muro della sua abitazione svegliando il resto del palazzo.
Un colpo, due colpi, tre colpi. Per ore, l’uomo non aveva fatto altro, domenica sera, che picchiare sul muro della sua casa. Non aveva quadri da attaccare e nell’appartamento non c’era un cantiere di lavori da fare ad avanza tempo. Lo aveva già fatto altre volte, in passato ed era stato diffidato da tutti gli altri abitanti del palazzo che avevano deciso poi di presentare un esposto in questura. E così hanno fatto. Il deterrente, però, è durato solo alcuni mesi. Domenica sera, il cinquantatreenne non voleva saperne di smetterla. Quando gli agenti della squadra volanti si sono presentati alla porta dell’appartamento, lui era ancora intento a tirare quei colpi nel muro. Hanno suonato alla porta, ma di fronte a loro non c’era l’uomo ragionevole che avrebbe dovuto prendere un rimbrotto e smettere di fare rumore. Alla vista delle divise, ha cominciato a urlare contro i poliziotti, ad offenderli. A nulla sono valse le richieste dei poliziotti, che hanno cercato di calmarlo e farlo ragionare. Non voleva saperne, di darsi una calmata e soprattutto di dare i documenti agli agenti che erano rimasti sulla porta. A quel punto, gli uomini della questura non hanno potuto fare altro che invitarlo a seguirli. Il reato che si stava configurando era quello di resistenza a pubblico ufficiale. Ma ancora non era successo il peggio. Scese le scale del palazzo e arrivati in strada, nel momento in cui l’uomo doveva salire sulla macchina di servizio, ha ricominciato a urlare e ha cercato di allontanarsi per rientrare di nuovo in casa. Gli agenti sono stati più veloci di lui e si sono messi davanti alla porta: a quel punto però, la situazione è degenerata. L’uomo ha cominciato a scalciare e a dare pugni nel tentativo di guadagnare la una via di fuga.
Gli agenti, che erano intervenuti per farlo smettere di picchiare contro il muro e tenere i vicini svegli, sono stati costretti a far scattare le manette ai polsi dell’inquilino agitato. Il risultato non è stato dei migliori: il capo pattuglia si è trovato con una contusione della parete toracica ed escoriazione al braccio destro, giudicate guaribili in 6 giorni mentre l’agente che era con lui ha riportato una contusione al ginocchio destro ed escoriazioni al braccio sinistro, giudicate guaribili in 8 giorni.
Il sostituto procuratore Laura D’Amelio ha disposto gli arresti domiciliari.
Ieri mattina, il cinquantatreenne è stato portato in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. Il gip ha disposto la scarcerazione, in attesa del processo, che si svolgerà il 30 aprile dell’anno prossimo. Sperando, nell’attesa, che non ricominci a tirare colpi nel muro.
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