Il Tirreno

Grosseto

Scuola, scontro fra Provincia e Comune

di Lorenzo Santorelli
Scuola, scontro fra Provincia e Comune

La Tacconi replica a Ceccarelli: «Noi abbiamo recepito il loro piano, sarà il caso che qualcuno reciti il mea culpa»

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GROSSETO. «Il piano di organizzazione della rete scolastica di Grosseto è stato deciso dall’amministrazione comunale, noi lo abbiamo accolto così com’era, senza modificare una virgola. Forse è il caso che qualcuno reciti il mea culpa». Fedele al suo stile pacato e con il tono di voce sommesso, l’assessore provinciale a scuola ed università, Cinzia Tacconi, spara una bordata destinata ad accrescere ancora di più le distanze tra i due palazzi della politica grossetana sul tema del dimensionamento scolastico. Il braccio di ferro ha ormai assunto i crismi di uno scontro istituzionale, nel quale i rimandi al Governo, ed a cascata alla Regione, non sembrano poter evitare la resa dei conti tra i due enti coinvolti in maniera più diretta.

Quel «qualcuno» è infatti l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli, il quale dopo che la soglia di 1000 alunni stabilita dalla riforma Gelmini per la nascita degli istituti comprensivi – materne, elementari e medie sotto un’unica direzione autonoma – è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, ha prospettato il ritorno ai precedenti circoli didattici. Una linea sposata anche dal resto della giunta Bonifazi, nonostante fosse stato lo stesso Ceccarelli a ridisegnare l’istruzione nel capoluogo - «obtorto collo» dice lui - con la nascita di sei istituti comprensivi più uno costiero. Del resto anche i commissari dei partiti di maggioranza che hanno preso la parola – Francesco Giorgi del Psi, Stefano Rosini dell’Idv e Veronica Tancredi del Pd – hanno ribadito la necessità di rivedere il piano alla luce del pronunciamento della Consulta. E persino dai banchi dell’opposizione si sono levate voci favorevoli alla firma di un documento, probabilmente un’interrogazione, da presentare a palazzo Aldobrandeschi ed alla Regione per stoppare il piano.

Una presa di posizione che Tacconi commenta sibillina. «La politica è strana, si dicono tante cose ma poi contano gli atti». Come se l’assessore aspettasse al varco quanti nello stesso centrosinistra sostengono di voler tornare ai circoli didattici, considerando che la maggior parte di loro, ad esclusione dei socialisti, sono stati eletti tra le fila di quei partiti che nell’altro palazzo hanno votato a favore della delibera provinciale che ha ratificato il piano. Molti consiglieri comunali potrebbero trovarsi davanti ad un bivio: disobbedire alla disciplina di partito o accettare una verticalizzazione che lamentano essergli stata imposta dall’alto? L’ipotesi che il municipio possa forzare la mano, schierandosi con un documento a favore del ritorno ai precedenti circoli didattici, non scompone Tacconi. «Ogni comune del territorio ci ha proposto un proprio piano di dimensionamento, noi li abbiamo aggregati approvandone uno complessivo che riguarda tutta la provincia, infine lo abbiamo girato alla Regione. Se non è Firenze ad annullare per prima questa decisione, noi non possiamo fare niente». L’assessore ribadisce la propria convinzione sulla «validità degli istituti comprensivi», ed a quanti in terza commissione avevano fatto notare come nella delibera provinciale non fosse presente il riferimento all’articolo della legge Gelmini dichiarata incostituzionale – in questo modo non è decaduta ed è legalmente inoppugnabile – replica che «quella norma per noi era ininfluente. Su indicazioni della Regione abbiamo seguito il parametro dei 1000 alunni flessibilmente, come media. Nel nostro territorio sono state realizzate autonomie da 600 e da 800 alunni controbilanciate da quelle con 1400 o 1200 studenti. Solo nel capoluogo ci si è attenuti rigidamente alla quota 1000». Dunque la proroga di un anno sarebbe stata superflua perché «è vero che Grosseto ha saputo ufficialmente solo il 30 novembre che Castiglione e Scansano sarebbero stati coinvolti negli accorpamenti, ma gli indirizzi erano noti da tempo».

«Gli organici dei docenti delle scuole dell’infanzia e delle elementari sono già stati sanciti, il 28 giugno escono quelli delle medie – riflette Elisa Amato Nicosia, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Grosseto - andrebbero coinvolti il Ministero e la Regione, anche perché i trasferimenti riguardano insegnanti provenienti anche da altre parti d’Italia. Personalmente non vedo tempi tecnici sufficienti per rifare tutto entro settembre. Ritengo soddisfacente il piano del comune di Grosseto perché ha limitato i disagi e gli esuberi si contano sulle dita di una mano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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