Il Tirreno

Grosseto

Ora c’è l’atto ufficiale Jasmine resta con la madre

Ora c’è l’atto ufficiale Jasmine resta con la madre

Consegnata al tribunale di Grosseto la nota firmata da entrambi i genitori Parisa commossa: «Senza il sostegno delle istituzioni non ce l’avrei fatta»

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ROCCASTRADA. Con la consegna al tribunale di Grosseto di una nota firmata dai legali di entrambi i genitori si è chiuso ieri ufficialmente il caso della piccola Jasmine. Restano da definire alcuni dettagli, ma la bambina rimarrà con la madre a Roccastrada, dove è nata ed è risieduta per gran parte dei suoi nove anni di vita. Inoltre spetterà ai giudici italiani stabilire le condizioni della separazione dei due coniugi, determinando le modalità che consentiranno al padre tedesco di vedere la figlia. Il documento mette nero su bianco quanto anticipato nell’udienza svoltasi la settimana scorsa al palazzo di giustizia grossetano, ovvero il passo indietro effettuato del padre tedesco, Rainer Paeplow, dopo un conflitto a colpi di carte bollate protrattosi per mesi. «Non sono musulmana né cattolica, però quando le cose sembravano andare per il verso sbagliato ho cominciato a pregare la Madonna, rivolgendomi a lei come emblema materno più che religioso – racconta trattenendo a stento la commozione la madre di Jasmine, Parisa Arefi Doost, nata in Iran ma cittadina italiana dall’infanzia - avevo perso la fiducia nella giustizia umana e così ho deciso di appellarmi a quella divina». Parisa confessa di non aver ancora detto niente alla figlia «perché lei non vuole parlare di queste cose e preferisco non turbare la sua tranquillità», e tende una mano a quello che a settembre – mese in cui è prevista l’udienza che ratificherà la separazione consensuale – diventerà formalmente il suo ex marito. «L’ho amato, è il padre di mia figlia. Non potrei mai odiarlo». Quando dice di voler «ringraziare il nemico perché mi ha fatto conoscere l’amore incondizionato e puro di chi ci è stato vicino», il bersaglio del suo pensiero agrodolce infatti non è il consorte, bensì lo Jugendamt, l’Ufficio di sorveglianza della gioventù. L’organismo si occupa di tutti i casi riguardanti i minori ed è stato accusato più volte, anche in sede europea, di esprimersi nelle controversie giudiziarie sempre a favore della permanenza del figlio in Germania. «Senza il sostegno delle istituzioni e dell’avvocato Laura Cossar non ce l’avrei mai fatta. È stata una battaglia portata avanti non solo per me e mia figlia ma per tutti quelli che si trovano ancora nelle nostre condizioni». Nell’atto recante in calce le firme degli avvocati Cossar ed Anna Teglielli - legali della madre – Andrea Parolini e Beatrice Tuliani – difensori del padre – è richiesto congiuntamente da entrambe le parti che “venga dichiarata la competenza giurisdizionale del tribunale di Grosseto a decidere tutti gli aspetti della separazione, anche quelli attinenti l'affidamento, il collocamento e la regolamentazione dei tempi di frequentazione tra la minore ed il genitore non convivente, nonché, da ultimo, del suo mantenimento”. In attesa che l’accordo venga formalizzato nei suoi contenuti specifici, è previsto che “il collocamento di Jasmine con e presso la madre in Italia”. (l.s.)

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