Il Tirreno

Grosseto

Le ricette del Pd per non uccidere l’ippodromo dei Pini

di Paola Villani
Le ricette del Pd per non uccidere l’ippodromo dei Pini

La proposta dei parlamentari in visita all’impianto: «Una lega tra società, Comune e lavoratori dell’ippica»

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FOLLONICA. Le foresterie ancora sotto sequestro, un impianto che potrebbe essere volano dello sviluppo in città e un lavoro che non è fatto soltanto di stipendi, ma soprattutto di passione. La ricetta per salvare l’ippica arriva dal Partito Democratico: una Lega che unisca allevatori, proprietari e società, in un primo momento sostenuta anche grazie alle risorse dello Stato, che però poi stia in piedi da sola.

È questa l’idea uscita durante la visita di un gruppo di parlamentari del Pd, membri della Commissione Agricoltura, tra i quali anche l’onorevole eletto nel territorio, Luca Sani, all’ippodromo dei Pini di Follonica, per discutere insieme all’amministrazione comunale e alla Sistema Cavallo, gestore della struttura, il futuro del settore.

La crisi dell’ippica è un dato di fatto: o l’Italia trova una chiave di volta per riportare in auge questo settore e soprattutto quello relativo alle scommesse, oppure i 43 ippodromi presenti in Italia rischiano di chiudere i battenti. Follonica non è esclusa da questa bufera anzi rispetto agli altri impianti quello del Golfo parte già svantaggiato: nonostante sia una delle migliori strutture europee, dalla sua apertura (nel 2009) non è ancora riuscito a decollare.

Le motivazioni sono molteplici, in primis c’è appunto il fatto che il mondo delle scommesse ha subito un crollo pesante, a questo poi si sono unite questioni non di poco conto relative alle foresterie, sequestrate dalla Procura di Grosseto dall’estate scorsa, alla clinica veterinaria interna e all’inattività degli esercizi commerciali presenti.

Qualcosa deve essere fatto altrimenti il rischio che si corre è che quel mega impianto di 35 ettari costato cinquanta milioni di euro (soldi usciti dalle tasche di privati) cada in malora, deteriorato dallo scorrere del tempo.

Sotto questo punto di vista sono tutti d’accordo, dall’amministrazione comunale, alla Sistema Cavallo (società che ha in gestione l’ippodromo) fino al gruppo della Commissione Agricoltura formato dagli onorevoli del Pd. «Abbiamo presentato un disegno di legge - spiegano i deputati in visita a Follonica - volto a ristrutturare questo settore: la nostra proposta è quella di creare una Lega tra allevatori, proprietari e società, che all’inizio usufruisca delle risorse date dallo Stato ma che poi riesca a vivere da sola. Certo è che tutti i 43 ippodromi presenti in Italia non potranno rimanere aperti, il governo dovrà (in base a dei criteri prestabiliti), capire quali siano le strutture che possono restare attive».

Una delle preoccupazioni di chi ha in mano l’ippodromo è proprio questa: come verranno scelti gli impianti da salvaguardare? Follonica rischia la chiusura?

Dalle parole dei membri del Pd non arrivano certezze ma una presa di posizione sì: l’impianto del Golfo è uno dei migliori in Europa e può avere altre funzioni rispetto all’ippica quindi dovrebbe rientrare senza problemi in quegli ippodromi che verranno rilanciati, sempre che quel disegno di legge venga approvato.

L’idea di svincolare dalla sola ippica queste strutture appartiene anche ai membri della commissione: la Sistema Cavallo ha proposto al Comune di Follonica un piano industriale proprio in questa chiave, far diventare l’ippodromo un centro polifunzionale per renderlo vivo 365 giorni all’anno e non solo i 50 giorni dati dal calendario delle corse.

Il sindaco Eleonora Baldi ha ribadito il suo impegno in questo senso, ci sarà infatti da rivedere prima di tutto la convenzione che lega amministrazione e concessionario (Follonica Corse e Cavalli): per l’ippodromo di Follonica forse si inizia a intravedere un futuro migliore.

Fatto non soltanto di cavalli in pista, ma anche di tutte le altre attività che si potrebbero pensare in un impianto di quelle dimensioni e con quelle caratteristiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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