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Landi difende i suoi comprensivi

Landi difende i suoi comprensivi

«Ne abbiamo due e non accettiamo altri sacrifici per le autonomie scolastiche»

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AMIATA. Come preannunciato dal presidente della conferenza dei sindaci dell’Amiata grossetana, Emilio Landi, la discussione sulle scuole montane è stata presa in esame dai sindaci lunedì scorso. Landi chiarisce di aver messo sul tavolo alcune questioni e con un obiettivo preciso: «Vogliamo la garanzia da chi di dovere che non saremo ulteriormente salassati, altrimenti anche noi vogliamo essere della partita sui dimensionamenti. Non vogliamo fare la parte dei soliti bischeri». Una parola “toscana” per far capire che Landi non è disposto a perdere pezzi ulteriori sulla scuola: «L’Unione dei comuni - dice -, ha messo in campo per primo, il servizio associato sulle scuole. Dunque l’Amiata si è proposta come territorio unitario e non solo quando fa comodo».

Il riferimento del presidente della Conferenza è alla situazione attuale in montagna per le autonomie dei comprensivi: «Senza rivangare un passato in cui le autonomie erano 9, dico solo che adesso ce ne abbiamo due e così vorremmo restassero: Casteldelpiano con Arcidosso e Seggiano e Santa Fiora con Semproniano e Roccalbegna. Mentre Castell’azzara è con Sorano e Cinigiano è con Civitella. Il problema è che Santa Fiora ha un’autonomia con 400 ragazzi e di certo non è in crescita numerica. Non vorremmo che il solito “ritocchino” cominciasse proprio dall’Amiata. Altrove non si tocca nulla e qui non ci sono problemi. Ma noi perdiamo posti di lavoro, la gente è costretta al trasferimento. Dunque, siccome con l’ultimo dimensionamento, noi abbiamo sacrificato un’autonomia, pur di mantenere quella di Santa Fiora, già a rischio, abbiamo “ceduto” Castell’azzara a Sorano (motivi di miglior servizio per i bambini dell’Elmo) e Cinigiano a Civitella. Ma adesso non si tocchi altro».

Il messaggio dell’Unione dei comuni Amiata grossetana è dunque chiaro e forte: l’Amiata non deve essere ulteriormente dissanguata. «Per questa ragione - continua a spiegare Landi - abbiamo chiesto un incontro alla provincia e alla regione, che si sono esposte, entrambe, dopo la sentenza della Corte Costituzionale e hanno parlato di rivedere delle cose. Noi non vogliamo essere “rivisti”. Pensare ad un unico comprensivo amiatino è pazzesco. Già ora il comprensivo di Castel del Piano è di 900 studenti. Tantissimi. Non è ipotizzabile né chiedibile a nessun livello, chiedere l’eliminazione dell’autonomia di Santa Fiora perché di numeri ne ha pochi».

Detto questo, Landi spera che si cominci a ritoccare e razionalizzare da altre parti. «Qui siamo a posto». Stesso discorso arriva dal presidente dell’Unione Franco Ulivieri: «Abbiamo parlato di scuola, dice, e della necessità che l’Amiata ha di non essere ulteriormente penalizzata».

Fiora Bonelli

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