Il dolore
Proteste in viale Uranio per la rotatoria
Un lettore scrive al sindaco: «Buche e asfalto mal realizzato: pronti a rivolgersi alla Procura»
GROSSETO. Non sono solo gli abitanti delle frazioni a lamentare qualche disattenzione da parte dell’Amministrazione. Ad avere il dente avvelenato sono anche molti residenti dell’area un tempo denominata Verde Maremma. Lì, a finire sotto accusa è la rotatoria su viale Uranio, incrocio con via Castiglionese: «Terminata – scrive il signor Duchini – in fretta e furia, con l’asfalto a gobba d’asino e con alterazioni della strada in più punti», un’anomalia che rende difficile il cammino dei veicoli, in particolare quelli a due ruote. «Io stesso ho rischiato più volte di perdere il controllo del mio ciclomotore». Sempre a pochi metri dall’incrocio in questione, poi, da molti mesi c’è una buca «Rabberciata alla meglio: ma possibile – si chiede ancora l’uomo – che le pattuglie dei vigili urbani, che fino a poco tempo fa sono passate di lì per dirigere il transito degli studenti della scuola media Vico, non abbiano mai segnalato nulla?». Poi un accenno alle polemiche nate in seguito alla decisione del governo locale di destinare alcune centinaia di migliaia d’euro per un progetto di infomobilità: «Sono stati spesi 400 mila euro per i segnalatori elettronici alle porte di Grosseto. Pannelli su cui continua a scorrere la scritta “prove tecniche di infomobilità”. Ma non era forse meglio impiegare quei soldi per migliorare le condizioni di alcune strade?». La nota fatta recapitare in piazza del Duomo uno si conclude con un avvertimento: «Aspetto una risposta convincente, in difetto daremo vita a una mobilitazione generale che non ha precedenti, con iniziative clamorose. Magari coinvolgendo anche la procura della Repubblica».
Allo sfogo di Duchini si aggiunge quello di un altro grossetano: «Risiedo nella zona di via Mercurio, qui c’è un pozzo da cui tutti devono attingere per irrigare il verde condominiale. Peccato che la pompa sia guasta da molte settimane. Come tutti gli anni in questo periodo. Noi intanto siamo costretti ad annaffiare con l’acqua potabile, uno spreco peraltro contrario alle normative. Il fatto è che non vorremmo far fare anche ai giardini privati la fine di molti parchi pubblici del quartiere, dove tutta l’erba finisce per seccare. Qui siamo in molti a essere arrabbiati: sono state fatte delle strisce pedonali a ridosso delle rotatorie e i tombini, in alcuni casi sporgenti all’inverosimile, costituiscono un rischio per chi va in auto o in moto. Negli anni settanta si parlava bene del Verde Maremma, ma non è più stato fatto nulla. A questo punto sarebbe bene declassare la zona almeno pagheremmo meno tasse sulla casa». (m.b.)
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