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Altri papaveri da oppio scoperta una piantagione

Altri papaveri da oppio scoperta una piantagione

SCANSANO. Non è la prima volta che succede, in Maremma, dove pare che il terreno sia particolarmente adatto a certi tipi di colture. Quelle di papavero da oppio, ad esempio, che cresce in provincia...

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SCANSANO. Non è la prima volta che succede, in Maremma, dove pare che il terreno sia particolarmente adatto a certi tipi di colture. Quelle di papavero da oppio, ad esempio, che cresce in provincia esattamente come in Afghanistan. Era successo vicino a Braccagni, qualche settimana fa. La guardia di finanza aveva trovato una piantagione davanti alla fiera del Madonnino. Qualche giorno fa la scoperta dei carabinieri di Scansano. A Murci, una piccola frazione del comune.

Erano quasi le nove di domenica mattina, quando i militari, che stavano facendo un servizio di controllo del territorio del comune del morellino, nell’attraversare la frazione di Murci, hanno notato alcune piante particolari fuoriuscire dalla vegetazione di un terreno attiguo a via Garibaldi. I carabinieri si sono accorti subito che quei papaveri non erano quelli che fioriscono sul ciglio delle strade in Maremma. Diverso il colore, diversa l’altezza. E soprattutto hanno deciso di verificare attentamente di che tipo di piante si trattava visto che i campi della zona, quando non sono adibiti alle colture della vite e dell’ulivo, sono coltivati a foraggio e grano. È bastato scendere dall’auto e percorrere pochi metri per intuire che quelle strane piante altro non erano che piante di papavero da oppio, una coltura praticata soprattutto in Afghanistan e da cui, attraverso vari procedimenti, si ricava prima l’oppio e poi l’eroina.

I carabinieri si sono rimboccati le maniche e hanno estirpato più di cento arbusti con il classico papavero da oppio, tutte seminate su una porzione di terreno di circa cento metri quadrati. Papaveri, alcuni, «alti, alti alti», almeno fino a un metro e ottanta centimetri.

Dopo il rinvenimento della coltura sono state subito avviate le indagini per identificare l’ignoto “contadino” che dovrà rispondere del reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. Il proprietario del fondo, che era in stato di abbandono da alcuni mesi, è risultato essere un pensionato che sembra estraneo ai fatti. (f.g.)

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