Il Tirreno

Grosseto

l’intervento

Si riporti la biblioteca nel centro

Sono una giovane residente nel centro storico di Grosseto e scrivo a proposito dei numerosi interventi apparsi in questi giorni riguardanti il tema della festa della birra. Negli ultimi anni abbiamo

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Sono una giovane residente nel centro storico di Grosseto e scrivo a proposito dei numerosi interventi apparsi in questi giorni riguardanti il tema della festa della birra. Negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi di eventi- fotocopia che si svolgono, soprattutto nel periodo estivo nelle vie del centro cittadino; questi eventi, infatti, si svolgono tutti secondo lo stesso copione. La festa della birra, le notti bianche, i vari giovedì notte durante i mesi di luglio e agosto, infatti prevedono sempre gli stessi eventi, cioè, band musicali dislocate ogni 50 metri che strimpellano a tutto volume fino a tarda notte, impedendo così il legittimo riposo di chi sfortunatamente, non può certo trasferirsi tutte le volte che ci sono simili eventi.

È facile infatti dire che la feste ravvivano il centro storico quando ognuno, una volta fatto il giro del Corso e vie limitrofe può tornarsene a casa e dormire tranquillo, cosa che invece chi abita in centro non può certo fare ed è quindi obbligato a sorbirsi tutto l'avvenimento anche se spesso ne farebbe volentieri a meno. Quello che gli abitanti del centro e anche l'associazione Amici del Centro Storico chiedono, è che questa città possa offrire qualcosa in più, oltre a questo tipo di intrattenimento che sinceramente non so quale tipo di economia possa far girare in città se non quella di qualche bar e forse ristoranti.

Per quanto riguarda invece gli interventi di alcuni consiglieri Pd, vorrei ricordare che non è certo la festa della birra a far sembrare Grosseto una città universitaria, come da alcuni sostenuto; se si vuol fare di Grosseto una città universitaria forse si dovrebbero potenziare altri servizi come la stessa università (che questa amministrazione comunale ha portato alla chiusura) e la biblioteca Chelliana che tutti sappiamo versare in condizioni pietose.

Se poi chiedere questo vuol dire per alcuni volere una città morta, forse questi signori non hanno ben capito quali sono le nostre intenzioni peraltro sempre ribadite usando civiltà ed educazione, visto che in centro non abitano certo quattro gatti e che i residenti non possono essere trattati come cittadini di serie b.

Virginia Santini

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