Il Tirreno

Grosseto

Marco Simiani sale sul pullman di Renzi

di Lorenzo Santorelli
Marco Simiani sale sul pullman di Renzi

Il presidente di Tiemme sarà al “Big Bang Day” di Firenze, candidandosi a diventare referente dei rottamatori in Maremma

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GROSSETO. A Firenze lui andrà addirittura il giorno prima, insieme a una cerchia ristretta di persone che dovrà occuparsi delle questioni logistiche e amministrative di quello che è stato ribattezzato il “big bang 2.0”, l’incontro organizzato da Matteo Renzi sabato 23 giugno nel Palazzo degli Affari con tutti quegli amministratori locali che hanno abbracciato il progetto del sindaco di Firenze. Lui, Marco Simiani, amministratore in senso stretto non lo è. Ma il presidente di Tiemme Rama se non nel parco mezzi della sua azienda almeno nel Pd qualcosa vorrebbe rottamarla anche lui.

Adesione e prudenza. «Io aderisco a un certo tipo di visione del Partito democratico, non a una candidatura in particolare», si limita a commentare con motivata cautela il diretto interessato. «Non vedo una contrapposizione ma la ricerca di un metodo univoco, e inclusivo, per trovare soluzioni chiare. Ad esempio sui finanziamenti ai partiti, che io abolirei, ci siamo ritrovati a rincorrere gli scandali. La società è più veloce della politica. Dobbiamo ritrovare l’empatia con la gente comune».

Diplomatico e avveduto, Simiani sa che se le primarie dovessero trasformarsi in una corrida tra Bersani e Renzi si troverebbe dall’altra parte della barricata rispetto alla stragrande maggioranza del Pd toscano. Ieri il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi e il governatore Enrico Rossi, insieme a un centinaio di amministratori di ogni livello, hanno firmato un manifesto a supporto del segretario. Tra i sindaci maremmani solo la follonichese Eleonora Baldi sembra tentata dall’appoggio a Renzi. Il tutto mentre entro fine anno dovrebbe concludersi la gara per l’affidamento del trasporto unico locale, nella quale Tiemme si gioca il futuro. Sarebbe avventato collidere politicamente con l’assessore regionale Ceccobao, compagno di partito, mentre logica (e logistica) suggeriscono la più ampia convergenza possibile.

Incognita Parlamento. Accanto alle primarie per la scelta del candidato alla presidenza del consiglio potrebbe poi giocarsi un’altra partita per certi versi ancor più imprevedibile: le primarie parlamentari.

Rimanendo in piedi il porcellum con le liste bloccate, cosa assai probabile, il centrosinistra potrebbe offrire uno zuccherino ai propri elettori consentendo loro di scegliere i candidati collegio per collegio. Formule ufficiali ancora non ce ne sono però, se dovesse essere imboccata questa strada, «è giusto – sottolinea Simiani – che l’area che fa riferimento a Renzi, o chi per lui, debba essere rappresentata. Io non scalpito per un posto in Parlamento, ho ancora due anni con Rama e voglio continuare».

Per smentire nettamente un proprio approdo a Montecitorio, Simiani avrebbe dovuto usare parole più nette alle quali però nemmeno lui avrebbe creduto. Per questo dissimula le proprie intenzioni dietro a un ecumenico «ho sempre condiviso le mie decisioni, sono un socializzatore».

Gli altri in lizza. Le primarie dovrebbero essere ratificate a luglio nell’Assemblea nazionale de Pd e svolgersi a ottobre. Nel centrosinistra grossetano oltre a Luca Sani, riferimento dei bersaniani e immune alla rottamazione da terzo mandato (per lui sarebbe il secondo), al quale verrà riservato sicuramente un posto, potrebbero esserci altri due aspiranti deputati espressi dal territorio. Simiani, appunto, e poi Leonardo Marras.

Di ambizioni romane del presidente della Provincia nel partito si parla da tempo. Ma oltre alla data di scadenza del suo mandato (2014), che non collima con quella del voto nazionale (2013), c’è un altro punto interrogativo che – sempre nei corridoi del Pd – accompagna la sua possibile candidatura. Con quale partito?

Italia futura, e più in generale il terzo polo, ancora non hanno deciso cosa fare da grandi. Ma i buoni rapporti tra Marras e Federico Vecchioni, oggi coordinatore nazionale di Italia Futura, potrebbe valere al numero uno provinciale un posto nella lista bloccate del Pd, in quota ai centristi, o direttamente in quella della creatura montezemoliana se dovesse farsi partito. In tal senso, non è passata inosservata l’organizzazione di dibattiti da parte del Futuro della Maremma, l’associazione culturale foggiata da Marras, con esponenti di spicco dell’economia nazionale. Così come la vittoria a Campagnatico di Luca Ricciardi, candidato Api appoggiato dal Pd, è stata spianata dal lavoro dell’assessore provinciale Gianni Chelini, eletto nel partito di Rutelli, e dello stesso Marras. Il quale a proposito delle primarie del Pd è parso alquanto freddo, dichiarando in una recente intervista che Bersani «deve meritarsi il consenso» e Renzi «è uno che parla bene ma dice sempre le stesse cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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