La manifestazione
«Sabotaggio figlio del clima pesante»
Leonardo Marras duro sull’attentato alla Sacra: delegittimate le istituzioni per interessi privati
CAPALBIO. Il sabotaggio al raccolto della Sacra destinato all’impianto a biogas fa discutere e lo farà ancora a lungo. Per Leonardo Marras, presidente della Provincia, quanto accaduto è figlio del clima pesante di queste ultime settimane. Sulla vicenda interviene anche Nicola Caracciolo, di Italia Nostra.
«Quel che è successo con il sabotaggio subito a Capalbio da Sacra Spa, è la conseguenza inaccettabile di un “clima” – dice il presidente della Provincia –. Finché si continuerà a delegittimare le istituzioni e a spacciare per tutela ambientale l'interesse privato, ci sarà sempre qualcuno che si sente autorizzato a compiere gesti di rottura. L'alibi sarà sempre lì, pronto per l'uso. Allo stesso modo non si può mettere sul banco degli imputati un'azienda che persegue il proprio legittimo interesse nel rispetto della legge. Ci dev'essere un limite invalicabile, per tutti, oltre il quale sarebbe utile non spingersi mai. Oggi invece questi limiti per alcuni sembrano non esistere, e per ciò stesso diventa verosimile qualsiasi tesi, con qualunque argomentazione. Per questo oggi esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà ai lavoratori di Sacra e alla società. Associandomi alle parole del sindaco Bellumori, e esprimendo a lui e all'amministrazione comunale il mio sostegno morale per tutto ciò che ha vissuto e sta vivendo in questi giorni. Con il peso della tensione conseguente alla vicenda dell'impianto e alle accusa strumentali da parte dell'opposizione. La gara a chi alza di più l'asticella genererà solo ulteriori problemi, e tanto più in questa storia ci rimetterà l'interesse generale».
E a condannare l’accaduto è anche Italia Nostra, con il presidente di Maremma–Tuscia, Nicola Caracciolo che si dice contrario a ogni violenza..
«A proposito degli atti vandalici commessi nel sito predisposto dalla società Sacra per l'impianto a biogas a Capalbio scalo, Italia Nostra sezione Maremma Tuscia benché contraria al progetto deplora la violenza e l'illegalità di tali azioni. Per tanto si dissocia da quanto accaduto a tutela della buona causa degli ambientalisti a tutela dell'integrità del territorio. La difesa del paesaggio maremmano deve, assolutamente deve, rimanere legalitaria e non violenta».
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