Il Tirreno

Grosseto

Rapina anziana col furgone del panificio

Arrestato dipendente di un forno: dopo aver consegnato il pane si ferma e strappa dal collo di una donna tre collane d’oro

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FOLLONICA. «Ho rapinato quella donna perchè il mio datore di lavoro non mi paga». Ha risposto così Ciro Cuomo, 29 anni, al giudice per le indagini preliminari Marco Bilisario durante l’udienza di convalida dell’arresto. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Fanti, da ieri è agli arresti domiciliari, dopo aver scippato una donna nel giardino di casa sua. A tradirlo è stato il veicolo con il quale è andato a fare il colpo: il furgone della panetteria di Grosseto per la quale lavorava.

Tutto è successo giovedì mattina, in via Lago Trasimeno, la vittima è una donna di 81 anni proprietaria di un’agenzia immobiliare.

Dina Tomaselli era appena uscita dal giardino di casa sua, in via Lago di Garda, (abita a pochi passi dalla sua attività) quando in un attimo si è vista piombare addosso un ragazzo che le ha strappato le tre collane che aveva intorno al collo. Tre collane d’oro, che in tutto pesavano un etto. Un bel bottino, per uno scippo commesso in pieno giorno: avrebbe fruttato quasi tremila euro.

Una manciata di secondi e il ladro è risalito su un furgone scappando a tutta velocità. Il furgone, però, era stato parcheggiato davanti a un ristorante e una donna che abita lì accanto è riuscita a prendere la targa e dare l’allarme alla polizia. «Erano le dieci e mezzo quando sono uscita dal mio giardino - racconta Dina Tomaselli - ho visto quest’uomo corrermi incontro ma non capivo che cosa stesse accadendo. Poi mi ha preso il collo mi ha costretto a piegarmi e mi ha bloccato, strappandomi le tre collane che indossavo. Ho iniziato ad urlare, sapevo che mio figlio Andrea era in ufficio in quel momento». L’uomo ha sentito le grida della madre e le è corso incontro: quando ha realizzato che cosa stava accadendo ha rincorso il ladro, ma era troppo tardi. «Fortunatamente - racconta il figlio della Tomaselli - c’era una signora davanti al ristorante che ha segnato il numero di targa del furgoncino, chiamando la polizia». Da lì sono partite le ricerche delle forze dell’ordine. La polizia intorno all’ora di pranzo è riuscita a rintracciare il mezzo fermandolo. «Mi hanno chiamato all’una e mezzo dalla Questura per dirmi che erano riusciti ad arrestare chi mi aveva rubato le collane - dice - mi hanno detto che potrò riaverle».

Il personale della squadra antirapina della squadra mobile della questura di Grosseto hanno controllato il numero di targa e all’ora di pranzo si sono presentati al panificio dove l’uomo lavorava. Hanno visto il furgone e hanno anche saputo dal titolare del panificio che Cuomo quella mattina era stato a fare alcune consegne a Follonica. Il suo lavoro lo aveva svolto, ma mentre stava tornando a Grosseto, ha pensato a quel fuori programma. Le tre collane d’oro sono state trovate dal personale della questura dietro una ruota del furgone, nascoste per terra per non farle vedere a nessuno.

Venerdì mattina, il giorno dopo la rapina, gli abitanti della zona sono andati dalla signora per saperne di più: il quartiere è piccolo e si conoscono tutti. «Ho urlato tanto - racconta la signora - penso che mi abbiano sentito anche dalle vie intorno».

Urlava. Anche perché durante la rapina ha riportato ferite al collo che spariranno in cinque giorni.

Paola Villani

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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