Il Tirreno

Grosseto

Imu sulla seconda casa l’aliquota s’impenna al 9,6

di Fiora Bonelli
Imu sulla seconda casa l’aliquota s’impenna al 9,6

Il consiglio di Castel del Piano lascia tutto invariato sulla prima abitazione Minoranza contraria, ma per il sindaco «è l’unica via per non tagliare i servizi»

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CASTEL DEL PIANO. Nei comuni dell'Unione dell'Amiata grossetana i principi di applicazione dell'Imu saranno gli stessi, ma non le aliquote, come, invece, pareva in un primo momento.

Lo ha detto il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, nel corso del consiglio comunale di venerdì sera, in cui il nodo Imu è stato alla fine sciolto. In un ordine del giorno nutrissimo, l'assemblea, a maggioranza, ha votato la scelta di lasciare inalterata l'imposta sulla prima casa, ma alzando di 1,8 per mille l'aliquota base del 7,6 sulla seconda casa, che raggiunge, così, il 9,4. «Siamo quelli che hanno adottato i parametri più bassi nel quadro provinciale - ha commentato il sindaco Claudio Franci - preferendo, comunque, una scelta meno impattante rispetto a quel che sarebbe stato l'aumento Irpef, che avrebbero pagato di nuovo tutti quelli che già pagano fior di tasse».

Il consiglio comunale casteldelpianese, dunque, ha votato il regolamento e l'aliquota, scegliendo di escludere la prima casa da un aumento di tassazione e anche di “salvare” dalla mannaia dell'imposta sulla seconda casa, chi vive nelle case di riposo: «Sostenere i bisogni e le fragilità - ha ribadito Franci - è stata la nostra scelta».

Ma la minoranza ha votato contro, per niente convinta della filosofia della scelta amministrativa. Così Sandro Ginanneschi prima e Mariella Frediani poi, capogruppo della civica “Per un comune di tutti”, e anche Fabio Guerrini, dopo aver dichiarato «troppo complicato per i cittadini il contenuto del regolamento, che ha bisogno di essere reso leggibile», hanno sostenuto che «se c'è bisogno di aumentare l'Imu, vuol dire che si è speso male e troppo prima. Bisogna spendere meno e non aumentare le aliquote». Voto contrario, dunque, contro una maggioranza, che, invece, votava compatta per l'aumento (interventi del capogruppo Rustichini e del consigliere Scarpellini), sostenendo Franci. «Il taglio dei trasferimenti dello Stato è di 300.000 euro - ha aggiunto il sindaco - Se non vogliamo tagliare i servizi, dobbiamo ritoccare le aliquote e abbiamo optato per aumentare quella sulla seconda casa». Questo il nocciolo del consiglio, durante il quale, sono arrivate altre notizie e deliberazioni.

Castel del Piano è stato individuato come punto territoriale di informazione per il progetto regionale Giovanisì: «Lo annunciamo con orgoglio - ha sottolineato l'assessore Francesca Fera - che ha spiegato che il punto informazione per i progetti di giovanisì, sarà posizionato nei locali ex Pro loco e sarà aperto 4 giorni alla settimana, con un operatore del centro G, Matteo Arrighi e con una stagista».

In tutto il corso del consiglio, pizzicate e attacchi della minoranza sull'azione del governo casteldelpianese, a cui, alla fine, Franci ha replicato: «Mi sento un traghettatore della comunità. Né di destra né di sinistra, ma un amministratore alla guida di una maggioranza che in quetsi due anni e mezzo ha abbattuto il debito di 3 punti, e facendo 10 milioni di investimenti. Non siamo dunque dei dissennati», replicava alla maggioranza che lo esortava al risparmio e a spese più contenute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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