Sicurezza
Il villaggio è chiuso ma deve pagare la Tarsu
Nuovo contenzioso con il Comune del Maresì: la società ha ricevuto una cartella da 67mila euro
FOLLONICA. Il villaggio è chiuso, ma deve pagare 62mila euro di tassa sui rifiuti. Nuovo contenzioso tra l’ amministrazione comunale di Follonica e la cooperativa proprietaria del Mare Sì. Il motivo? Il Comune ha inviato la cartella per la riscossione dell’imposta sulla spazzatura per il 2012 nonostante quella struttura sia ferma da molti mesi. «In base a quale logica - si domanda il presidente del gruppo, Ottavio Verdi - il Comune ha ignorato per un decennio il mancato pagamento della Tarsu da parte della Dmc (poi Hidalgo), ovvero le società che hanno avuto in gestione il villaggio turistico Mare Sì e invece pretende con estrema solerzia il pagamento della gabella da parte della cooperativa alla quale, peraltro, ha persino tolto i cassonetti che erano posti davanti alla struttura turistica?». L’avvocato della cooperativa ha presentato un primo ricorso alla Commissione tributaria, per ora sulla richiesta di 62mila euro relativa all’anno in corso e prossimamente anche su quella del 2011 che ha lo stesso importo. «Il gettito della Tarsu - spiega il legale Fabio Conti - deve servire per riprendere le spese comunali effettuate per la raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.È quindi uno strumento che consente all'amministrazione comunale di recuperare il costo del servizio prestato. Ma nulla deve pretendere il Comune per locali o aree che l'amministrazione sa essere improduttive di rifiuti in quanto non vengono utilizzate», come nel caso del villaggio turistico di Pratoranieri. Quello che sostengono dalla cooperativa è che non avendo aperto non hanno prodotto nessun rifiuto perché allora chiedono di pagare una tale cifra? In pratica è dall’ottobre del 2010 che i cancelli della struttura sono serrati, a maggio del 2011 l’amministrazione comunale (a quanto raccontato dal presidente Verdi) ha anche rimosso i cassonetti davanti al Mare Sì. «Il regolamento per l'applicazione della Tarsu - spiega Verdi - prevede che non siano soggetti alla tassa i locali in oggettive condizioni di abbandono in quanto inutilizzati, o oggetto di lavori di ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo». Se Mare Sì dovrà pagare non si tirerà indietro, ma avrebbe preferito farlo con un villaggio aperto e produttivo anziché con una struttura chiusa per la seconda estate consecutiva. (p.v.)
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