Sicurezza
Ecco l’Imu: 9,8 sulle seconde case Il comune ha fissato le aliquote
Si pagherà il 4,44 sulla prima abitazione e 8,6 sulle attività. Borghi: «Daremo vantaggi sulla Tarsu»
GROSSETO. Imu sulla prima casa inferiore all'Ici del 2006, nel Comune di Grosseto, mentre i sacrifici graveranno sulle seconde case. Questo è quanto emerge dalle scelte che l'amministrazione sta facendo per calibrare le aliquote dell'Imu. Domani, infatti, si pagherà la prima rata, calcolata sulle aliquote base del 4 per mille per le prime case, del 7,6 per mille per gli altri immobili, e del 2 per mille per i fabbricati rurali strumentali, ma presto il Comune approverà le proprie aliquote.
L'assessore al bilancio Paolo Borghi ha fatto fare, dagli uffici, delle simulazioni di quello che può succedere sia nel caso delle prime abitazioni che per le seconde case. Nel primo caso il raffronto deve essere fatto con l'Ici del 2006, che era, a Grosseto, al 7 per mille, con una detrazione di 150 euro. La simulazione prende in considerazione un'A2, con rendita media di 612 euro e mostra che nel 2006 pagava 279 euro di Ici, mentre quest'anno, con un'aliquota Imu del 4,44 per mille e una detrazione di 200 euro, pagherà 231 euro. Andando a un'A3 (rendita media 438 euro) si passa da178 euro di Ici a 129 euro di Imu. Un'A4 (rendita media 261 euro), invece, non pagherebbe nulla, mentre nel 2006 pagava 33 euro di Ici. La stessa tipologia di appartamenti, nel caso in cui si tratti di seconde case sfitte, riceverà un trattamento lievemente peggiorativo, con l'aliquota al 9,8 per mille a fronte di un'Ici che nel 2007 fu portata al 9 per mille. Nel caso dell'A2, infatti, pagherà 1.008 euro di Imu, a fronte di 578 euro di Ici cui doveva essere aggiunta l'Irpef che oscillava dai 197 ai 368 euro a seconda delle fasce di reddito. Nel caso dell'A3 pacherà 772 euro di Imu, mentre l'Ici era di 443 euro (Irpef tra 152 e 283 euro).
L'assessore Borghi spiega che non sarà possibile applicare le aliquote base e che anche per le attività produttive l'aliquota sarà dell'8,6 per mille, anche se «cercheremo di lavorare sulla tassa sui rifiuti per restituire alle imprese quello che pagheranno i più di Imu». Comunque i conti di Colomba non tornano. Il perché è presto detto: il Comune, applicando le aliquote base, incasserebbe, secondo gli uffici, 16,8 milioni, ma «lo Stato – spiega Borghi – probabilmente non tenendo conto di alcune voci, ha stabilito che incasseremo 19 milioni. Dunque ha ridotto i trasferimenti di conseguenza e rispetto alle nostre previsioni ci mancheranno 2,2 milioni di euro». Come non bastasse «venti giorni – aggiunge Borghi – ci hanno comunicato un taglio di altri 2 milioni e mezzo dal momento che anche per le seconde case in comodato a figli o genitori, non si pagherà l'Irpef e lo Stato ha recuperato quel gettito, con il risultato che, alla fine, rispetto ai 16,8 milioni che entrerebbero con l'aliquota base dell'Imu, il Comune dovrà recuperare altri 4,7 milioni». A Colomba che chiede di abbasare le aliquote Boghi chiede «Come mai quando lui era assessore, l'aliquota Ici era del 7 per mille sia sulle prime che sulle seconde case?».
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