Il Tirreno

Grosseto

Appiccano il fuoco allo studio legale «Movente politico»

di Francesca Gori
Appiccano il fuoco allo studio legale «Movente politico»

Fiamme alla porta dell’ufficio del consigliere di Gavorrano Di Massa: «Mai ricevuto minacce, il mio lavoro non c’entra»

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. «Sono un avvocato atipico, non faccio nemmeno i pignoramenti immobiliari. Ho avuto due donne sole nella mia vita e l’ho sposate entrambe. Non vado a ballare, sono un uomo tradizionale. Nessuno può avercela con me, se non per quello che rappresento». La voce è quella di un uomo sicuro, dell’avvocato Jurij Di Massa, candidato a sindaco per il Pdl a Gavorrano, alle scorse elezioni e un passato al vertice di Alleanza Nazionale. Al vertice, quello vero: quello che prevede che un big come Maurizio Gasparri fosse suo testimone di nozze. Difficile quindi spiegare perché qualcuno ieri, all’ora di pranzo in una strada pressoché deserta, via dell’Industria, abbia appiccato le fiamme alla porta del suo studio legale. I vigili del fuoco e i carabinieri hanno trovato un innesco e del liquido infiammabile che è stato gettato sulla porta. Poi, ha dato fuoco alla miccia e si è allontanato.

Ad accorgersi di quello che era successo è stata una fotografa milanese che ha lo studio a pochi metri di distanza dalla palazzina dell’avvocato. È stata lei a chiamare i vigili del fuoco, che hanno lavorato diverse ore per liberare lo studio legale dal fumo e verificare che quell’appartamento fosse agibile. Perché lunedì, c’è da tornare a lavorare.

Sono arrivati anche i carabinieri, quelli del norm di Follonica e di Massa. Non c’è voluto molto a capire che si trattasse di un incendio doloso: le tracce del liquido infiammabile sono state trovate, così come l’innesco. La porta è stata distrutta, e ora ci vorranno opere murarie, bisognerà cambiare il parquet e sistemare i danni provocati dalle fiamme. Diecimila euro, la stima, ad occhio e croce. A spaventare l’avvocato non sono i danni. «Lunedì sarò di nuovo al lavoro - dice - non mi faccio fermare da un fatto del genere». Semmai, a sfuggire alla logica dell’uomo e anche del politico è il senso di quel gesto. Di Massa ha detto anche ai carabinieri di non aver mai ricevuto minacce. «Escludo la mia attività professionale - dice - credo che lì non ci sia bisogno di indagare. Sono un avvocato sui generis, non faccio pignoramenti immobiliari e nemmeno partecipo alle aste. Non ho voluto nemmeno fare il difensore d’ufficio». Storie di donne e mariti gelosi, nemmeno a parlarne. «Sono felice di fare il padre - dice - ho 45 anni, una moglie che amo e non vado nemmeno a ballare. Ci andavo da giovane, ora faccio una vita assolutamente tradizionale».

Resta la politica, l’unico terreno dove se sei di destra o di sinistra, qualche differenza la fa. «Ma anche qui bisogna fare una distinzione - dice - chi ha appiccato le fiamme al mio studio è qualche scemo che pensa che la mia attività politica oggi sia figlia del fascismo. Non sono mai stato iscritto al Movimento sociale, e nel coordinamento del Pdl mi occupo di enti locali. Giro il territorio, il mio compito è questo».

Nel paese minerario al Pdl è stato attribuito il commissariamento di Massimo Borghi. «Il nostro peso in quel fatto va ridimensionato - dice - non eravamo soli, c’era anche il Pd a condurre la nostra stessa battaglia». Eppure, anche quando Di Massa si è candidato alle elezioni, come sindaco del centrodestra di Gavorrano, qualcosa è successo. Una molotov fu lanciata sulla sede del Pdl. «Lo stesso giorno spuntò uno striscione con le stelle a cinque punte davanti alla casa di un collega - dice e furono sfondate le vetrine di una sede del partito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa